Shock leader conico contro le alghe

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Quale Shock leader conico contro le alghe

Ottobre dà inizio alla stagione del surf. Le prime mareggiate muovono timidamente verso terra e con esse arrivano le alghe e mille problemi. Quanto volte abbiamo atteso che il banco di alghe si spostasse dalla nostra postazione, mosso dalla corrente? E quante volte abbiamo dovuto abbandonare la spiaggia perché di spostarsi quel banco di alghe proprio non ne aveva voglia? Quanti calamenti abbiamo perso avvolti da matasse indescrivibili di fili verdi e marron? Meglio non ricordare. Anche perché spesso, le alghe, mosse dalla turbolenza, scalzano addirittura la canna dal picchetto e, in caso di minima distrazione, se la portano via, alla faccia nostra.
A tutto ciò sembrerebbe non esserci rimedio, invece non è proprio così. Dato per scontato che per contrastare le alghe occorre alleggerire al massimo il diametro dei fili, le dimensioni delle girelle, dei moschettoni ed il volume dei nodi, per capire meglio il problema, vediamo cosa succede sott’acqua.

Rimedi grazie allo Shock Leader Conico

Supponiamo di lanciare il piombo ad una distanza di 100 metri. In questo caso le alghe hanno la possibilità di depositarsi su un fronte lungo più o meno quanto la distanza del lancio. Una certa quantità di queste viene a contatto col filo, si ferma e rimane li a fare una “bandiera”. Fin qui non ci sono grossi problemi, la pesca continua senza interruzioni.
Intanto però altre alghe si sono depositate lungo il filo.
Ed in alcuni punti si sono sovrapposte. La corrente ha spinto altre alghe verso riva, nella zona in cui la lenza emerge. Così ogni volta che l’onda si rompe in quel punto, non picchia più solo sul filo ma su una matassa di alghe che oppone resistenza e cerca di scaricare la forza nelle due direzioni possibili: verso la canna e verso il piombo.
Anche sott’acqua la situazione peggiora sensibilmente. Il nodo dello shock leader funge da stop alle alghe che la corrente sposta lungo il filo, e così pure il piombo, tanto per citare gli appigli più pericolosi. Essendo questi due punti così vicini alla zavorra ed ormai carichi di alghe, trasmettono integralmente la forza prodotta dalla corrente provocando lo slittamento del piombo.

Slittamento peraltro già “sollecitato” da quel deposito formatosi con ugual tempismo sulla cresta dell’onda in prossimità della riva. Bene, il problema del piombo è presto risolto: basta utilizzare una zavorra affusolata, ad ogiva, del tipo in uso nel long casting. Il problema dello shock leader, del nodo in particolare, lo si può affrontare in due modi, a seconda dell’importanza del fenomeno alghe. In entrambi i casi la soluzione è un filo conico. Nel caso più semplice e cioè in presenza di alghe ma non troppe, è sufficiente adottare uno shock leader conico. Uno spezzone di nylon lungo una decina di metri che in un capo ha un diametro di mm 0,35 e nell’altro mm 0,80. In questo modo il nodo incriminato avrà surfcasting nel modo più tradizionale, un po vecchiotto, ma sempre di successo. Il conico, il tapared line, quello colorato in bobine di 220 metri è invece una soluzione più completa. Non solo perché elimina totalmente il nodo dello shock leader ma anche perché, di norma, viene proposto con diametri diversi, adatti sia al surfcasting che al ligth casting.

Inoltre, anche se poca è l’attinenza con il problema delle alghe, i diversi colori, estesi ognuno per circa 20/25 metri, sul filo, danno un’indicazione approssimativa sulla distanza di lancio e comunque di pesca. A questo proposito è bene ricordare che a volte le alghe non sono estese su tutto lo specchio d’acqua ma soltanto in alcuni punti, mobili è vero, ma percorrenti un itinerario intuibile. Sarebbe pertanto opportuno in questi casi controllare con la massima precisione il lancio, ed in questo, almeno per la distanza, il conico ci aiuta. Per contro i 220 metri sono una carta vincente solo se integri. Ad esempio è sufficiente “stuccare” (rompere) una sola volta ed il tapared line non serve più. La prima parte che vola è la più importante, quella che, gradatamente, da 0,28 millimetri passa a mm 0,57. Eppure nonostante questa limitazione di non poco conto, il conico è la soluzione migliore contro le alghe. Basterebbe averne due bobine nella cassetta, forse tre e non saremo più costretti ad abbandonare “per alghe”.