Pesca dai moli

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Come pescare dai moli e porti

Inostri luoghi di pesca possono essere vari e con caratteristiche assai diverse gli uni dagli altri. Di solito, la nostra azione di pesca si svolge in cinque ambienti diversi: dal molo (interno porto o porticciolo), dalla scogliera naturale, dalla scogliera artificiale (esterno porto o scogliera frangiflutti), in foce (comprendendo anche la laguna) e dalla spiaggia. Pescare nell’uno o nell’altro ambiente implica, per prima cosa, conoscerlo bene. Certo, se il molo, la scogliera o gli altri luoghi sono da noi abitualmente frequentati non esistono grossi problemi poiché, con il tempo, avremo imparato a conoscerli, a scoprire cioè quali possono essere le postazioni buone per quel pesce o per l’altro, quali le ore migliori, con quali fasi di marea conviene alidare a pescare, quali possono essere le insidie o le buche buone presenti sul fondo e così via. Naturalmente, tutto risulta meno facile quando ci affacciamo a tali postazioni per la prima volta o ne abbiamo una conoscenza soltanto superficiale, limitata a sporadiche battute: mettersi a pescare in un punto piuttosto che in un altro potrebbe essere determinante.
A volte, infatti, basta spostarsi di poche decine di metri per rendersi conto di quanto diverse possano essere le due postazioni. In questa rubrica, da questo numero e per i due successivi, analizzeremo le aree di pesca cercando di arrivare ad una “lettura” delle zone interessate che ci permetta, anche ad un primo impatto, di riuscire ad individuare quali possano essere le postazioni più valide.

Come pescare dai  moli

Uno dei luoghi più frequentati dai pescatori è il molo. Per molo si deve intendere un’opera manufatta, generalmente formata da blocchi in cemento con piano di calpestio omogeneo, con pareti che scendono in acqua perpendicolarmente.
Lun tale termine possiamo anche intendere le banchine dei porti e dei porticcioli. Viene spontaneo, quando ci rechiamo su un molo, di avvicinarsi al bordo della banchina e dare un’occhiata in acqua. isì facendo potremo render(:onto di alcune cose che poi [ebbero tornarci utili, come la limpidezza dell’acqua, la presenza di pesci, la profondità (quando l’acqua è limpida), il tipo e la quantità di vegetazione presente sia sul fondo che lungo la parete della banchina.

Pescare dal Porto

Un altro semplice elemento lo possiamo desumere dalla presenza dei pescatori in un punto piuttosto che in un altro; generalmente le zone più affollate sono le punte, qui si trova spesso acqua più profonda ed una zona di passo quasi obbligata, ma non è detto che non vi siano altre postazioni buone, come ad esempio i punti dove viene scaricato il pescato delle barche dei professionisti. Se si tratta di un porto o porticciolo dove è sviluppata l’attività della pesca, lì gli scarti vengono gettati in acqua e formano una sorta di perenne pastura che noi possiamo sfruttare gratuitamente.

La presenza o meno di vegetazione nella zona dove interessa pescare ci potrà indirizzare nell’impiego di una tecnica piuttosto che di un’altra e ci consiglierà nell’uso di un terminale adeguato affinché la nostra esca non finisca tra le alghe anziché rimanere bene in vista ai pinnuti.
Un’altra cosa da cercare su un molo, e non tutti lo sanno, sono i tombini dell’acqua dolce (sempre che questi ci siano) poiché alcune specie ittiche amano un habitat dove vi sia anche la presenza di acqua dolce che spesso fuoriesce da prese, pompe e manicotti. Tra i vari pesci che gradiscono tale condizione possiamo contare i muggini, le spigole, le orate, gli sparli. Gli angoli delle banchine, specialmente quelli con acqua profonda, non sono punti da scartare; spesso in tali poste la corrente è molto debole o quasi del tutto assente e se riusciamo a far entrare in pastura qualche branco di pesci saremo in grado di mantenerli in mangianza a lungo.

Postazione di pesca dal Molo o Porto

Le postazioni dove siano presenti cime, cavi d’ormeggio, corpi morti od ostacoli emersi o sommersi di qualsiasi natura sono da evitare, poiché si corre il rischio che qualche bel pesce, eventualmente allamato, ci si impigli, con il risultato che bene possiamo immaginare. Osserviamo, nei limiti del possibile, i movimenti della corrente durante le varie fasi della marea, per poterci posizionare al meglio e pasturare in modo corretto. Osserviamo anche il vento, dopo alcuni giorni riusciremo a stabilire, con buona approssimazione, le dominanti dei venti e l’ora della loro levata, di conseguenza potremo stabilire quali possano essere le postazioni ridossate. Ultimo e preziosissimo consiglio: se siamo “nuovi” del posto, ad esempio quando siamo in vacanza, cerchiamo di farci subito amico qualche pescatore locale, dal quale potremo avere tanti preziosi consigli sul tipo di esca da impiegare, sugli orari in cui prevalentemente mangiano i pesci, sulle postazioni migliori, insomma su tutto quello che ci permetterà, in seguito, di prendere pesci e non “cappotti”.