Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Tecniche di pesca
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Questo nodo bene si adatta ai terminali di lenza sui quali intendiamo disporre un artificiale, ad esempio rapala, cucchiaino, ancorette ed anche artificiali di totanare. Il nodo consiste sostanzialmente nella formazione di un'asola cui viene applicato l'artificiale. L'asola che formeremo non dovrà essere troppo ampia, perché verrebbe messo in bella vista il doppio filo che ne risulterebbe. Con l'esperienza saremo in grado di distanziare nella misura giusta, cioè uno o due 

centimetri, il nodo dall'occhiello dell'artificiale. Questo nodo non è scorsoio, è molto resistente e sicuro. Esso può essere praticato su fili di sottili e medie dimensioni. L'esecuzione del nodo consta delle seguenti fasi:

1) per iniziare si parte con un nodo semplice, senza chiuderlo e lo si introduce dentro l'occhiello dell'artificiale, mantenendo un po' di filo a disposizione. Questo pezzo di filo ci servirà per effettuare i passaggi successivi .

2)Si passa il capo del corrente nell'occhiello attraverso il nodo formato e lo si avvolge per tre volte attorno al dormiente.

3) Si passa nuovamente il corrente attraverso il nodo semplice, procedendo in senso contrario e quindi lo si introduce nell'occhio che si è formato .

4) Prima di procedere all'assuccatura del nodo, occorre provvedere alla sua lubrificazione con la saliva. Il nodo sarà, quindi, ultimato tirando il campo libero e la lenza, tagliando, poi, la parte di filo eccedente.

 

Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Tecniche di pesca

I nodi per legare gli ami, lo sappiamo, sono moltissimi. Essi variano soprattutto in base alle abitudini dei pescatori, possiamo dire da città a città. Cambiano, poi, anche secondo il genere di pesca che si intende fare: i cannisti hanno i loro nodi, i palamitori i loro.

Insomma, non esiste una regola comune, ed ognuno esegue il nodo che trova più adatto, sicuro ed anche facilmente realizzabile. Il nodo «a otto» che vi mostriamo è un nodo «classico», che si esegue con facilità e che è estremamente sicuro. Esso è praticato sull'amo a paletta, ma in alcuni casi non si esclude di praticarlo anche sull'amo a occhiello. Il nodo si esegue praticamente senza l'impiego dell'amo, che viene inserito solo nella fase ultimativa della esecuzione. Una delle caratteristiche principali che presenta il nodo «a otto» è quella di risultare, una volta assuccato all'amo, perfettamente allineato e pulito. Esso è anche un nodo poco voluminoso.

In genere il corrente viene fatto girare per due volte, ma noi vi consigliamo di farlo girare almeno tre volte perché in questo modo il nodo è più sicuro. Si può far girare anche un numero più alto di volte, soprattutto se il filo che adoperiamo è molto sottile. La tenuta sarà certamente garantita anche in caso di forte tensione. L'esecuzione, come detto, è molto semplice e consiste sostanzialmente nel formare un vero e proprio otto con il filo usato.

Essa consta di quattro fasi:

1) Innanzitutto si forma con il filo un occhio entro il quale faremo passare il corrente tre volte

2) Occorre fare attenzione a questa fase: tenendo contemporaneamente in equilibrata tensione il corrente e il dormiente, si formerà dall'occhio 

un otto così come mostra il .

3) A questo punto si può dire che il nodo è quasi ultimato. Si tratta di far passare il gambo dell'amo nei due occhi del nodo. Però, per ottenere una spira di più, si può far passare il corrente ed il dormiente una terza volta attorno al gambo dell'amo, ottenendo così un nodo più robusto.

4) Possiamo passare ora ad assuccare il nodo semplicemente tirando il corrente ed il dormiente da entrambe le parti. Ricordatevi, come sempre, che è buona abitudine. prima dell'assuccatura finale, lubrificare il nodo con la saliva

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