Write on Mercoledì, 13 Novembre 2013 Pubblicato in I negozi

Ormai si parla sempre più spesso di Minitrave e dell'impiego dello stesso nel Surfcasting.
MG-Surfcasting
vuole presentarvi questo accessorio artigianale realizzato con i migliori materiali in commercio che sta riscuotendo forte interesse tra i surfcaster Italiani .

Gauarda la gallery

Minitrave Antigroviglio

La parola "MINI" si addice perfettamente all'accessorio in quanto la sua grandezza è di 4,5 cm le caratteristiche tecniche sono le seguenti :
Il travetto è realizzato con acciaio armonico trattato per resistere alla salsedine il suo spessore di 1,2 mm lo rende molto resistente il suo carico di rottura e di gran lunga superiore ai 200 gr , gli accessori utilizzati sono esclusivamente in acciaio e di produzione giapponese (girelle,rolling swivel Bz) le perline nelle varie colorazioni sono in vetro di murano,il conetto copri gancio e molto piccolo cosi l'accessorio assume un design diverso dagli altri ,ma la peculiarità che lo contraddistingue è la sua proprietà anti-groviglio studiata nei minimi dettagli. 

Il MINI TRAVE è un prodotto artigianale creato da mani esperte e per realizzarlo si utilizzano i migliori prodotti che ci sono sul mercato.

Il mini trave è prodotto da

michele girammaMichele Giramma puoi contattarlo tramite FACEBOOK o tramite E-MAIL

Write on Giovedì, 07 Novembre 2013 Pubblicato in Video

Gallery completa di video sulla pesca dalla spiaggia a surf casting

Video Surf Casting

Write on Domenica, 16 Giugno 2013 Pubblicato in Surf Casting

Esca segreta? Spiaggia sconosciuta? No! Niente di tutto questo. Personalmente non ho un solo segreto. Salvo nei periodi in cui amo sperimentare qualcosa di nuovo. Il mio segreto, ma è meglio parlare di convinzione, sta nell'approntare la battuta di pesca col massimo equilibrio e razionalità. Dalla scelta della spiaggia alla scelta della postazione, fino all'uso della canna e dell'esca. Per far ciò non esiste nessun segreto anzi, si tratta di una procedura che è tra le più conosciute. E' sufficiente comportarsi scolasticamente per non sbagliare e per questo vi devo rimandare a tutto quanto scritto su queste pagine da sempre. Una cosa non ancora ben sviscerata, che ho notato e che forse fa la differenza certamente nello stile di pesca e poi forse anche sul risultato, ma molto importante secondo me è il tempo di permanenza In acqua delle esche. E' mia abitudine alternarle in tempi molto ridotti rispetto a quanto normalmente succede nelle spiagge d'Italia. Questo perché le esche tradizionali, salvo rarissime eccezioni, come ad esempio la sardina, non hanno la capacità di attirare i pesci se non da distanze insignificanti. La reazione del pesce, in seguito allo stimolo visivo o olfattivo, è immediata e dura il tempo necessario per raggiungere l'esca: pochissimo, visto che risponde soltanto se questa gli cade vicino. 

L'importanza delle esche

Per farla breve un bibi che giace sulla sabbia da un tempo superiore a pochi minuti rappresenta, in caso di successiva abboccata, il frutto di un incontro casuale, pilotato solo dalla capacità del pescatore di individuare precisamente la rotta di pascolo. L'esca quindi gioca un ruolo determinante in senso spaziale ma è purtroppo impotente dal punto di vista temporale. Ammesso quindi che la nostra capacità di individuare la rotta di pascolo sia indiscussa, lanciare le esche in punti diversi e con elevata frequenza, significa giocare su entrambi i fronti, spaziale e temporale. Con questa tecnica si incentiva inoltre la capacità del piombo di attirare i pesci. Il rumore che questo fa cadendo in acqua è infatti anch'esso un indiscutibile e per niente trascurabile fattore di attrazione. L'azione di pesca risulta molto più dinamica, in netto contrasto con la vecchia e statica filosofia del surf prima maniera, oggi, è evidente, senza più riscontro nella realtà. Un'altra abitudine che ancora stenta ad assumere l'importanza che merita e che è in stretta relazione a quanto esposto sopra è la disposizione dell'attrezzatura sulla spiaggia. Okay per le due canne uguali con identico mulinello... ormai le usano tutti. 

Tutto a portata di mano

Ma su quanta superficie disponete i vostri bagagli? Per effettuare un gran numero di lanci è indispensabile avere tutto a portata di mano, nello spazio minimo indispensabile e sebbene a distanza di sicurezza, il più vicino possibile al bagnasciuga. Nel piccolo invece ritengo molto importante il corretto uso del filo elastico. Questo è diventato ormai parte fondamentale dell'esca ma in genere è utilizzato in maniera indiscriminata. Un verme che muove la coda e la testa è certamente più appetibile di uno legato come una salsiccia. Quindi perché il lycra sia un vantaggio e non uno svantaggio occorre dosarlo, con parsimonia. Evitate sistematicamente di bloccare l'esca per tutta la lunghezza, oltretutto, normalmente, non ce n'è bisogno. Meglio assicurarla, anche se di cannolicchio si tratta, soltanto per un'estremità, quella più lontana dalla punta dell'amo. I più attenti avranno notato che alcuni tipi di filo elastico sono acidi, sgradevoli al gusto per noi e probabilmente anche per i pesci.

Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Surf Casting

In Italia, per la pesca da terra, si possono sfruttare chilometri e chilometri di costa. I vari ambienti marini possono avere conformazione morfologica diversa: scogliere naturali, scogliere artificiali, arenili, banchine portuali, foci. Da ognuna di esse è possibile praticare tecniche diverse, da quelle a fondo a quelle di superficie, con le varianti dettate dalle necessità delle varie caratteristiche locali. Anche queste possono mutare da luogo a luogo e variare sia in funzione delle particolari abitudini alimentari dei pesci, sia per le particolari situazioni geologiche. Volendo citare degli esempi potremmo parlare dei cefali di Ravenna, che si pescano innescando la polpa della cozza (ci risulta essere praticamente l'unico posto in Italia dove ciò accade), oppure della tecnica di pesca praticata dall'alto dei terrazzamenti pugliesi e che «castiga, ovviamente, di attrezzature particolari. Da tutte queste situazioni deriva una grande diversificazione nell'impiego delle attrezzature destinate alle stesse tecniche di pesca, che comunque non deve spaventarci se siamo dotati di un minimo di spirito di adattamento.

All'interno dei moli, vi sono diverse specie che possono essere considerate classiche: le spigole, i cefali, le orate, gli sparlotti, le salpe. Tutti questi pesci sembrano gradire particolarmente le acque tranquille dell'interno dei porti, mentre altre specie preferiscono stazionare sulle punte, dove si possono trovare zone di corrente che favoriscono l'ammassarsi di specie come le occhiate, le boghe, i sugarelli, le aguglie.

Per la pesca in aree portuali sarà opportuno interessarsi presso le varie Capitanerie per poter conoscere quali sonoie zone in cui è consentita la pesca, onde non incappare nelle sanzioni pecuniarie previste per legge. Il lato rivolto verso il mare aperto amplia il numero delle specie pescabili: dai saraghi a molti altri pesciotti di fondo e a prede occasionali. Naturalmente molto dipenderà dalla conformazione dell'e< sterno dei moli (tripodi, ammasso di sassi, a parete liscia ecc.)e dai fondali. E' assai difficile, comunque, generalizzare un discorso. Per le scogliere naturali il discorso deve essere ricondotto alla stagionalità della fauna ittica presente in loco. Le stesse specie ittiche non accostano 

però nello stesso periodo e soltanto alcune saranno presenti durante tutto l'arco dell'anno; si tratterà quasi sempre di pesci di fondo e dei cefali che, in quantità maggiore o minore, saranno sempre presenti nelle acque delle scogliere naturali. Se le spiagge non sono una novità per le tecniche di pesca a fondo, possono essere considerate tali per la pesca di superficie; quella, per intenderci, praticata con il galleggiante. Sembra che i pescatori abbiano saputo sfruttare anche gli arenili per tale tecnica e dai risultati conosciuti pare che il nuovo indirizzo dia i risultati sperati con occhiate, sugarelli, mormore, saraghi, spigole ed orate. 

Surf Casting 

Il segreto della pesca, come per tanti altri aspetti della vita, è essere al posto giusto nel momento giusto. Il luogo quindi è alla base del successo, più che mai in tema di surfcasting. Perché non ci siano malintesi, una cosa deve essere chiara: per fare il surfcasting ci deve essere una spiaggia di sabbia. Questa può essere diversa da un'altra, sia per morfologia che per grandezza, ma tutte sono adatte al surf, anche se ognuna avrà le sue caratteristiche. Ad esempio le spiagge profonde che tanto attraggono i neofiti, sono certamente da scegliere se il mare è mosso ma se le onde sono poche allora è preferibile pescare in una spiaggia bassa. Nell'ambito della spiaggia ci sono poi le postazioni più favorevoli, quali centro spiaggia, estremità, punte, anse, foci e secche. 

Centro spiaggia

Si riferisce naturalmente a spiagge non troppo estese nelle quali per individuare il centro è sufficiente un colpo d'occhio, ma anche a quelle piccolissime, le cosiddette pocket beach, dove, a volte, gioco forzala postazione è obbligatoriamente centrale. Di solito risulta una scelta azzeccata, soprattutto se il vento è frontale. 

Estremità 

Questa postazione che è prossima ad uno dei due promontori che delimitano la spiaggia ha il gran vantaggio di acchiappare anche i pesci che vivono nelle rocce vicine. La scelta tra le due, destra o sinistra, dipende esclusivamente dall'angolazione delle onde. Se queste si muovono verso destra allora la postazione più fortunata sarà vicina al promontorio che delimita a destra; a sinistra, ovviamente, nell'altro caso. 

Punta 

Per punta si intende la lingua di sabbia che si insinua in mare, rompendo il profilo regolare della battigia. E' una formazione caratteristica delle spiagge di una certa lunghezza e risulta un'ottima scelta se il moto ondoso e modesto. Infatti, di solito, di fronte alla punta corrisponde un innalzamento del fondo nel quale anche le onde più piccole si rompono creando così quel minimo di turbolenza che attirai pesci. 

Ansa 

L'ansa è l'esatto contrario della punta. Il profilo della batti gia segna appunto una rientranza, in corrispondenza della quale il fondo si abbassa. 

Foce 

Per foce si intende si lo sbocco di un fiume ma più in generale di qualsiasi corso d'acqua. La pesca si effettua nelle zone circostanti, dove è certa l'influenza dell'acqua a minor salinità o, a seconda della natura del corso, a diversa temperatura. Di solito si tratta di una zona favorevole perché biologicamente varia e comunque caratteristica. In pratica funziona come un grande magnete, concentrando in uno spazio ridotto una gran quantità di pesci, operando anche una certa selezione. 

Purtroppo il gran movimento che si crea in queste zone, soprattutto col mare mosso, complica moltissimo la pesca ma, con un po' di fortuna, riusciremo a posizionarci sottovento, là dove gli elementi spingono, oltre le prede, anche materiali di ogni genere. Fortunatamente, se fosse impossibile ogni tentativo da manuale, si può ripiegare anche sull'altro lato con buone probabilità di successo. Le migliori performance di questo spot si ottengono con mare poco mosso, soprattutto alle spese delle spigole che vengono catturate in quantità anche rilevanti. Risulta comunque una scelta ragionata anche con mare calmo poiché un'altra spiaggia sicuramente non darebbe migliori chance. 

Secca 

Se in qualunque parte di una spiaggia si avesse la fortuna di individuare una secca a distanza ragionevole, cioè nello spazio di poche centinaia di metri, sarebbe opportuno cercare di lanciare le esche il più vicino possibile così da insidiare anche quei pesci che normalmente non pascolano sulla sabbia, Oltre ai saraghi, alle mormore, alle orate ecc. ecc. potremo catturare cernie, corvine, triglie ecc. ecc.

Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Surf Casting

Le regioni italiane dove il surfcasting è maggiormente praticato sono quelle che si affacciano al Tirreno. In questi ultimi anni però si è notevolmente sviluppato anche sullo Ionio e sul basso e medio Adriatico. Bisogna riconoscere alla Sardegna un ruolo centrale, storico se vogliamo, ma anche oggettivo grazie alle possibilità di pesca che offre. in questa regione, dove tutti i venti producono occasioni di pesca, è ancora possibile fare il surfcasting pesante insidiando lecce da capogiro o pesci serra, ma soprattutto pescare, ovunque, le orate, oppure i grossi saraghi, le ombrine, le spigole e così via.

La Liguria, spesso sferzata da venti settentrionali, è rinomata per la pesca alle mormore, col mare calmo, soprattutto nel savonese, nelle mezze stagioni e anche d'estate. D'inverno la preda più frequente è il grongo. Si pesca anche la spigola ma in minor misura. La Toscana presenta una situazione simile alla Liguria ma vanta in più chilometri di spiagge, alcune interdette, dove tutto è possibile. Lo svolgimento di diversi campionati italiani della specialità è però segno di fertilità e affidabilità delle sue spiagge, Marina di Bibbona in testa, dove la preda regina è ancora una volta la mormora. Le coste laziali alternano chilometri di sterilità ad altri di fertilità eccezionale. Segue senza soluzione di continuità la predominanza delle mormore che qui, spesso, sfiorano il chilo di peso. D'estate, nelle spiagge intorno a Lad i spoli è ressa per le orate. Nelle ore più calde del giorno con la scaduta da SE se ne catturano tante e grosse. D'inverno, a parte le prede occasionali, presenti un po' dovunque la continuità è data dal grongo che non si fatica a catturare con la trancia di sardina.

Più sud, in Campania, regione che fornisce di arenicola tutta l'Italia, la situazione è complessa. Si pesca dappertutto, anche sotto il Vesuvio, tra i frangiflutti di Miseno, nonostante l'incessante prelievo delle turbossoffianti. E ancora più a meridione, nel Cilento, compreso tutto il bellissimo Golfo di Policastro, fino alla stretta fascia costiera appartenente alla Basilicata. Le prede sono varie, soprattutto mormore, gronghi, spigole e qualche sarago.

La Calabria, bagnata dal Tirreno e dallo Ionio, presenta spiagge con pendenza elevata soprattutto a Ovest, un po' meno a Est. I suoi arenili non sono molto conosciuti ma offrono grandi possibilità di pesca. Le mormore, ancora presenti in gran numero di spiagge con tante altre prede tipo saraghi e spigole, ma anche pesci di fondale tipo pagelli e dentici e naturalmente gronghi.

Altra grande isola dove il surf dilaga è la Sicilia. Qui le mormore contendono il primato alle spigolette maculate, soprattutto nel Golfo di Gela. La stagione migliore è l'Autunno. In Estate le prede si diversificano comprendendo anche piccole ma combattive lecce che giungono a tiro di canna più che altro nella costa orientale. La Puglia, si affaccia anche lei su due mari, Ionio e Adriatico. E caratterizzata da spiagge per lo più a media e bassa pendenza che rientrano nella tipologia standard con prestazioni senza infamia e senza lode. Mormore, al solito, e spigole sono le prede più frequenti. Tra le località più conosciute: Riva degli Angeli nel golfo di Taranto e Margherita di Savoia sull'Adriatico. Ultime regioni interessate al surf sono il Molise e l'Abruzzo. Coste alte e basse che si alternano, lasciano spazio a piccole cale e litorali, spesso protetti da barriere frangiflutti. Il classico surf si adatta quindi a situazioni artificiali dalle quali spesso ricava buoni risultati. Mormore, gronghi, saraghi e spigole sono le prede più ricorrenti

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