Write on Mercoledì, 08 Gennaio 2014 Pubblicato in Video

Video di pesca al calamaro e eging, video su come pescare a eging e al calamaro, alcuni video fanno vedere come si costruisce un terminale e altre spiegano proprio la tecnica dell'eging

Video eging e calamari

Write on Giovedì, 07 Novembre 2013 Pubblicato in Video

Gallery completa di video sulla pesca dalla spiaggia a Bolognese

Write on Giovedì, 07 Novembre 2013 Pubblicato in Video

Gallery completa di video sulla pesca dalla spiaggia a surf casting

Video Surf Casting

Write on Domenica, 16 Giugno 2013 Pubblicato in Pesca da terra

Ci sono due aspetti importanti della pesca da terra: quella dei fondali con posidonia e quelli sabbiosi. E' arrivato ora il momento di parlare dei fon dali rocciosi quelli che forse creano maggiori problemi di ordine tecnico al pescatore. Bisogna innanzitutto sottolineare che la pesca da terra ci offre due tipi di fondali rocciosi: quelli con scogli lisci tipo ciottoli, classici delle scogliere naturali alte e gli scogli bugnati, ricoperti di formazioni algali ed erbose tipici delle sco gliere naturali basse e di quelle artificiali. Dobbiamo in primis sottolineare il fatto che difficilmente un pescatore da terra immergerà le proprie lenze direttamente su fondali come questi proprio per la difficoltà di pesca che essi presentano. Può capitare però che le prede più pregiate, in determinate stagioni o comunque, in particolari situazioni, si trovino appunto in questi posti. I tipi di pesca praticabili sui fondali rocciosi che possono in qualche modo creare problemi al pescatore sono tre: la pesca di fondo in buca, quella di fondo normale e quella a lancio. Esiste anche un quarto tipo di pesca, quella di superficie che, effettuata con il galleggiante, non costituisce mai un problema, in quanto regoleremo a piacere la profondità su cui pescare aiutandoci appunto con il sughero. I problemi fondamentali che il pescatore può trovare in un fondale roccioso sono diversi come l'incagliamento, oppure quando l'esca si nasconde tra gli scogli uscendo così dalla vista del riesce. Su di un fondale roccioso come detto possiamo effettuare quattro tipi di pesca, ma solo tre sono quelli da analizzare.

La pesca di buca

La pesca di buca è una tecnica classica che si effettua dalle scogliere artificiali per catturare scorfani, ghiozzi, mustelle e labridi. Può a prima vista sembrare una pesca primitiva e priva di emozioni, ma vi assicuro che riserva gradite sorprese anche per la taglia delle prede e per la tecnica in sé e per sé che richiede astuzia nell'individuare le buche più redditizie. Una canna universale adatta al caso è una per mulinello di lunghezza attorno ai 3 metri con possibilità di teleregolazione a due ed un metro per pescare nei buchi più difficili. Alla canna viene abbinato un piccolo mulinello imbobinato con del monofilo di diametro dello 0,25 millimetri. Il terminale classico è costruito con del monofilo di diametro dello 0,20 millimetri con piombo scorrevole da 5 a 30 grammi fermato con un pallino di piombo spaccato e sotto un bracciolo di circa centimetri. L'amo sarà robusto, a gambo lungo, di numerazione variabile tra 18 ed 12. L'utilizzo di un solo amo (ne potremmo applicare uno anche sopra al piombo volendo) è dovuto al fatto che in questo modo, una volta allamata la preda, nel 90% dei casi verrà salpata, cosa di difficile attuazione con un secondo amo flottante che potrebbe impigliarsi al fondale. Inutile sottolineare che dovremmo possedere diversi terminali di scorta con piombatura differenziata ed ami di varia misura. La piombatura, più o meno pesante, dipenderà in relazione alla lunghezza del terminale che dovrà sempre stare il più fermo possibile sul fondo (sempre per i problemi di incaglio). Sarà quindi molto utile iniziare a pescare sempre con piombature da 15/20 grammi per poi magari aumentare in caso di risacca o presso buche particolarmente profonde. Una volta giunti sulla nostra scogliera, dovremo scandagliare con cura e precisione tutte le buche senza sottovalutarne nessuna, anche quelle magari situate alla base del molo o quelle che a prima vista possono sembrare poco profonde o prive di vita.Le esche da impiegare in tale tecnica sono varie: ottime la sarda ed il granchio per prede di stazza; buone la polpa del gambero ed il cannolicchio oppure tutti i vermi di mare in genere. La pasturazione delle buche viene effettuata pestando ricci di mare e cozze immettendo il brumeggio a piccole dosi. In tutti i casi, il pesce viene attirato dal profumo dei frutti mare, ma non avrà la possibilità di saziarsi.

La pesca di fondo

E' una tecnica molto similare a quella precedentemente descritta, ma con la sola differenza che anziché praticarla tra i buchi, essa si effettuata lontano dagli scogli. La canna ideale per tale pesca è una teleregolabile (con mulinello) di lunghezza variabile tra i 7 ed i 10 metri. Infatti, con una canna simile possiamo sondare tutto il fondale che ci si presenta di fronte. In questo caso useremo sempre un finale ad un solo amo per il motivo sopra esposto. In alternativa potremo impiegare un terminale a bolentino con piombo terminale a perdere. Su uno spezzone di monofilo di diametro dello 0.18/0.20 mm legheremo due braccioli di circa 10/15 centimetri, distanziati l'uno dall'altro di circa 20 centimetri. Il piombo del terminale sarà di grammatura dai 10 a 30 grammi, sistemato a circa 30 centimetri dall'amo inferiore. Nel fondale roccioso, troveremo un nemico inesorabile e per tale motivo creeremo un piombo a perdere. Per fare ciò ci occorreranno i micro agganci della ditta Stonfo, degli stuzzicadenti, del monofilo di diametro dello 0,12 mm e della colla tipo Attack. Legheremo innanzitutto ad uno spezzone del monofilo sottile un micro aggancio e lo faremo passare nel piombo in modo che l'aggancio vada a fermarsi nella parte superiore del piombo (in questo caso a goccia). Tenendo ben tirato il monofilo nella parte inferiore del piombo inseriremo la punta dello stuzzicadenti e fermeremo il tutto con una goccia di colla. Una volta essiccata taglieremo lo stuzzicadenti al pari del piombo ed il gioco è fatto. A questo punto al micro aggancio attaccheremo la parte finale del terminale e lo fermeremo con un pezzetto di tubicino in silicone. Il nostro piombo così costruito avrà un doppio vantaggio: quello di farci recuperare la lenza in caso di incaglio (rompendosi il monofilo dello 0,12 mm interno), ed allo stesso tempo di essere intercambiabile. Per tale tecnica sono senza dubbio da preferire esche come la polpa di gambero o meglio ancora i vermi di mare, essendo le nostre prede rappresentate in maggioranza da labridi e sparli.

La pesca a lancio

E' sicuramente la tecnica più difficile da praticare sui fondali rocciosi. Infatti non è semplice evitare gli incagli in quanto la lenza al 90% dei casi pesca sempre parallela al fondo per cui oltre al piombo anche gli ami saranno sottoposti ad impigliarsi sul fondo.Pescando a lancio si usano quasi esclusivamente finali con piombo terminale con ami ionati nella parte superiore.
Il finale con piombo a perdere descritto per la pesca di fondo potrà essere benissimo impiegato anche per la pesca lancio con risultati soddisfacenti. Una alternativa concerne l'utilizzo dei piombi detti "ballerina" o temolini e cioè quelli con il tubetto di plastica. Detti piombi, pescando verticali rispetto al piombo, riducono al minimo gli incagli e spesso sono l'unico modo per operare sulla roccia. Con la pesca a lancio possiamo cercare di insidiare molte più specie di pesci rispetto agli altri sistemi. A parte i classici labridi, nicchi di re e sciarrani, potremo effettuare catture di sparlotti e soprattutto saraghi. Sarà infatti molto facile trovare prede di rispetto su fondali poco battuti come quelli rocciosi. Le esche da impiegare sono in genere i vermi: da preferire il muriddu, l'americano o verme di Rimini e, da non sottovalutare, l'innesco effettuato con il cannolicchio, il paguro e col tocchetto di sarda. 

Write on Domenica, 16 Giugno 2013 Pubblicato in Pesca da terra

Ancora una volta, occupandoci dell'argomento pesca da terra, ci rendiamo conto di dover affrontare un argomento veramente vasto, che abbraccia sia tecniche di pesca di superficie come di fondo; situazioni di pesca statiche come dinamiche, con un range di attrezzature pauroso, considerando anche il forte sviluppo apportato dalle tecniche dolciacquicole ed ormai consolidate anche nella pesca in mare. Nella pesca, parlare di piccoli segreti, ci lascia un po' perplessi; a nostro avviso molti di quelli che possono essere considerati segreti non sono altro che piccoli accorgimenti che ci permettono di pescare al meglio sfruttando al massimo le nostre attrezzature, lenze, esche ecc. Questi accorgimenti possono nascere da situazioni casuali o possono essere frutto di studi e prove; molte volte derivano dall'ingegno personale, altre volte, utilizzando le altrui esperienze e adattandole alle nostre singole esigenze.

Crediamo anche che niente possa essere dato per scontato e che una situazione di pesca non sia mai uguale a quella che la segue, oche la precede. E' un mondo incredibilmente vario dove la fantasia, la creatività e l'ingegno hanno il sopravvengo sull'obsoleto. Quindi chiamiamo pure accorgimento ciò che qualcuno ama definire segreto e, statene certi, nella pesca da terra (come in tutte le tecniche del resto) ve ne sono moltissimi. Facciamo qualche esempio. La pesca con i galleggianti scorrevoli Molti non amano tale tecnica poiché spesso la lenza si ingarbuglia al galleggiante: quasi sempre ciò dipende esclusivamente da una piombatura non corretta sulla lenza. Molti infatti, lasciano che il galleggiante finisca a battuta sulla zavorra principale (di solito una torpille) ed è logico che il terminale, durante le prime fasi di discesa verso il fondo o quando è ancora in aria, tenda ad andare a sovrapporsi alla zavorra. Basterebbe in questo caso inserire sulla lenza, al di sopra della torpille, un piccolo pallino di piombo ad una distanza maggiore della lunghezza del terminale: le probabilità di ingarbugliamento diminuirebbero di parecchio. 

Le pasture

Dalle pasture pretendiamo solitamente dei miracoli: potremmo anche parzialmente accontentarci se le utilizzassimo con giudizio, mentre, spesso, le disperdiamo senza un criterio logico. Se ad esempio vogliamo che il nostro impasto, comunque esso sia composto, lavori sul fondo, dovremo unirvi del materiale inerte polverizzato, tipo polvere di marmo o sabbia finissima e questo perché oltre ad appesantire il composto, tende a disgregarlo e a spanderlo sul fondo; in questo caso inserire del pane precedentemente bagnato e sbriciolato, potrebbe provocare l'effetto contrario, portando sì la pastura sul fondo, ma lasciandola piuttosto incollata e rendendola alquanto saziante nei confronti dei pinnuti. 

Le lenze 

Volendo io dovendo) pescare in assenza di zavorra sulla lenza, ma al tempo stesso con l'esigenza di far giungere l'esca rapidamente sul fondo, avremo veramente la possibilità di sbizzarrirci. Il primo accorgimento consiste nell'utilizzare dei semplici dadi in ferro e delle zollette di zucchero: inseriremo nel foro del dado un'asola della nostra lenza: faremo quindi quattro o cinque giri intorno alla zolletta di zucchero e... il gioco è fatto. Il dado rimarrà bloccato dalla zolletta che, sciogliendosi in acqua, lo libererà lasciando la lenza totalmente priva di zavorra. Un altro metodo consiste nell'impiegare degli ami che abbiano una piombatura già posizionata sul gambo (come ad esempio quelli per il montaggio di esche siliconiche) oppure realizzati in casa mediante l'apposizione di una spiralina di piombo, sempre sul gambo.L'elenco dei trucchetti potrebbe riempire l'intera rivista e forse occorrerebbero altre pagine ancora; comunque il nostro lavoro consiste proprio nel cercare di portare a conoscenza quanti più pescatori possibile dei risultati ottenuti tramite le nostre esperienze e, sinceramente, saremmo molto dispiaciuti se questi sforzi e questa lealtà non venissero apprezzati.

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