Write on Domenica, 16 Giugno 2013 Pubblicato in Surf Casting

Esca segreta? Spiaggia sconosciuta? No! Niente di tutto questo. Personalmente non ho un solo segreto. Salvo nei periodi in cui amo sperimentare qualcosa di nuovo. Il mio segreto, ma è meglio parlare di convinzione, sta nell'approntare la battuta di pesca col massimo equilibrio e razionalità. Dalla scelta della spiaggia alla scelta della postazione, fino all'uso della canna e dell'esca. Per far ciò non esiste nessun segreto anzi, si tratta di una procedura che è tra le più conosciute. E' sufficiente comportarsi scolasticamente per non sbagliare e per questo vi devo rimandare a tutto quanto scritto su queste pagine da sempre. Una cosa non ancora ben sviscerata, che ho notato e che forse fa la differenza certamente nello stile di pesca e poi forse anche sul risultato, ma molto importante secondo me è il tempo di permanenza In acqua delle esche. E' mia abitudine alternarle in tempi molto ridotti rispetto a quanto normalmente succede nelle spiagge d'Italia. Questo perché le esche tradizionali, salvo rarissime eccezioni, come ad esempio la sardina, non hanno la capacità di attirare i pesci se non da distanze insignificanti. La reazione del pesce, in seguito allo stimolo visivo o olfattivo, è immediata e dura il tempo necessario per raggiungere l'esca: pochissimo, visto che risponde soltanto se questa gli cade vicino. 

L'importanza delle esche

Per farla breve un bibi che giace sulla sabbia da un tempo superiore a pochi minuti rappresenta, in caso di successiva abboccata, il frutto di un incontro casuale, pilotato solo dalla capacità del pescatore di individuare precisamente la rotta di pascolo. L'esca quindi gioca un ruolo determinante in senso spaziale ma è purtroppo impotente dal punto di vista temporale. Ammesso quindi che la nostra capacità di individuare la rotta di pascolo sia indiscussa, lanciare le esche in punti diversi e con elevata frequenza, significa giocare su entrambi i fronti, spaziale e temporale. Con questa tecnica si incentiva inoltre la capacità del piombo di attirare i pesci. Il rumore che questo fa cadendo in acqua è infatti anch'esso un indiscutibile e per niente trascurabile fattore di attrazione. L'azione di pesca risulta molto più dinamica, in netto contrasto con la vecchia e statica filosofia del surf prima maniera, oggi, è evidente, senza più riscontro nella realtà. Un'altra abitudine che ancora stenta ad assumere l'importanza che merita e che è in stretta relazione a quanto esposto sopra è la disposizione dell'attrezzatura sulla spiaggia. Okay per le due canne uguali con identico mulinello... ormai le usano tutti. 

Tutto a portata di mano

Ma su quanta superficie disponete i vostri bagagli? Per effettuare un gran numero di lanci è indispensabile avere tutto a portata di mano, nello spazio minimo indispensabile e sebbene a distanza di sicurezza, il più vicino possibile al bagnasciuga. Nel piccolo invece ritengo molto importante il corretto uso del filo elastico. Questo è diventato ormai parte fondamentale dell'esca ma in genere è utilizzato in maniera indiscriminata. Un verme che muove la coda e la testa è certamente più appetibile di uno legato come una salsiccia. Quindi perché il lycra sia un vantaggio e non uno svantaggio occorre dosarlo, con parsimonia. Evitate sistematicamente di bloccare l'esca per tutta la lunghezza, oltretutto, normalmente, non ce n'è bisogno. Meglio assicurarla, anche se di cannolicchio si tratta, soltanto per un'estremità, quella più lontana dalla punta dell'amo. I più attenti avranno notato che alcuni tipi di filo elastico sono acidi, sgradevoli al gusto per noi e probabilmente anche per i pesci.

Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Tecniche di pesca
sarago x pesca dalla spiaggia x scogliera x bolognese

Questo nodo bene si adatta ai terminali di lenza sui quali intendiamo disporre un artificiale, ad esempio rapala, cucchiaino, ancorette ed anche artificiali di totanare. Il nodo consiste sostanzialmente nella formazione di un'asola cui viene applicato l'artificiale. L'asola che formeremo non dovrà essere troppo ampia, perché verrebbe messo in bella vista il doppio filo che ne risulterebbe. Con l'esperienza saremo in grado di distanziare nella misura giusta, cioè uno o due 

centimetri, il nodo dall'occhiello dell'artificiale. Questo nodo non è scorsoio, è molto resistente e sicuro. Esso può essere praticato su fili di sottili e medie dimensioni. L'esecuzione del nodo consta delle seguenti fasi:

1) per iniziare si parte con un nodo semplice, senza chiuderlo e lo si introduce dentro l'occhiello dell'artificiale, mantenendo un po' di filo a disposizione. Questo pezzo di filo ci servirà per effettuare i passaggi successivi .

2)Si passa il capo del corrente nell'occhiello attraverso il nodo formato e lo si avvolge per tre volte attorno al dormiente.

3) Si passa nuovamente il corrente attraverso il nodo semplice, procedendo in senso contrario e quindi lo si introduce nell'occhio che si è formato .

4) Prima di procedere all'assuccatura del nodo, occorre provvedere alla sua lubrificazione con la saliva. Il nodo sarà, quindi, ultimato tirando il campo libero e la lenza, tagliando, poi, la parte di filo eccedente.