Write on Domenica, 16 Giugno 2013 Pubblicato in Pesci

La spigola è una preda di tutto rispetto, che, al suo massimo accrescimento, raggiunge il metro di lunghezza per 12/13 chilogrammi di peso. L'aspetto grintoso, è degno di un predatore che l'evoluzione ha reso una "macchina" perfetta. Quando è giovane e di taglia ridotta, può sviluppare abitudini gregarie. Gli esemplari più grandi però conducono generalmente una vita solitaria ed errabonda. La spigola è un pesce che si può catturare tutto l'anno ma in particolare d'inverno, specialmente nei mesi di dicembre e gennaio. Durante questi mesi le grandi spigole sono in piena attività. Nessun problema per loro, ma noi se vorremo incontrarle dovremo attrezzarci per affrontare parecchi disagi: il freddo, la pioggia, le mareggiate. Disagi spesso ripagati da entusiasmanti catture di esemplari che possono di frequente superare il peso di 5 chilogrammi. Quando e dove caccia La spigola è insuperabile nello sfruttare le forti correnti sottomarine, nel rendersi praticamente invisibile in mezzo alle onde, alla schiuma e ai corpi in sospensione.

I momenti migliori per insidiarla coincidono con una bella mareggiata in avanzata fase di scaduta, con i bruschi abbassamenti di pressione atmosferica, con i cambi di marea specie nella fase montante e al culmine dell'alta. Anche con il mare calmo tuttavia, la spigola non cessa la sua perenne azione di caccia. E possibile ottenere buoni risultati anche in situazioni di bonaccia, ma in questo caso il serranide diventa molto più diffidente e attento a qualunque situazione anomala. Le possibilità di pesca coprono più o meno tutta la giornata, ma aumentano durante le ore a cavallo dell'alba e del tramonto. Anche la notte però l'attività di caccia si intensifica, facendo della spigola uno dei predatori notturni per eccellenza. 

Spigole di notte

Si può pescare a rockfishing di notte? La risposta è senz'altro si, soprattutto se si parla di spigole. Anche in questo caso le opportunità più favorevoli prevedono la presenza di un certo moto ondoso. La presenza di pesci è infatti favorita dall'azione delle onde che strappano e tra sportano in mare i tari ti organismi che vivo no abbarbicati alle pa reti di roccia. Dunque. durante una scaduta di mare, le nostre possi bilità di cattura saran no decisamente più alte. La pesca della spigola, specie dall'habitat quanto mai eterogeneo, consente di mettere in evidenza un vantaggio della pesca notturna. Come abbiamo già accennato, riserveremo le nostre attenzioni alle punte rocciose più slanciate, ma non sarà indispensabile disporre di fondali abissali. Le spigole amano cacciare anche in poche spanne d'acqua e il buio non fa che favorire questa loro propensione. Punti di pesca ideali dunque sono le zone costiere dove costoni e piccole calette dal fondo misto, si succedono senza soluzione di continuità. Raccomando però di scegliere una zona che consenta buone possibilità di movimento. 

La spigola di giorno

Durante il giorno buone potenzialità dimostrano le estremità di piccole cale dal fondo sabbioso, che interrompono lunghi tratti di costa rettilinea, anche se piuttosto ripida. Dagli apici di questi fiordi, la situazione è di solito favorevole. Il gioco delle correnti trasporta all'ingresso di queste bocche grosse quantità di sabbia insieme a detriti e piccoli organismi. Si tratta quindi di un punto di concentrazione per tutti i pesci della zona che vi si recano alla ricerca di cibo. Si trovano interi branchi di muggini e salpe, occhiate, saraghi, orate e, pronte a piombare su qualche piccolo pesce distratto, le spigole. La tecnica di pesca prevede attrezzature leggere e sensibili, ma che all'occorrenza sappiano sfoderare la grinta necessaria a far fronte a situazioni più difficili. Una canna che insomma consenta di passare con disinvoltura dai saraghi alle spigolone più grosse. Poiché i rischi di afferrature ed abrasioni sono ridotti, il fluoro carbon da impiegare può essere relativamente sottile. Tuttavia è da considerare che spesso occorrerà salpare al volo la preda, pertanto il monofilo deve consentire anche questa rischiosa manovra. Anche la piombatura non deve essere troppo pesante, giusto il necessario a permettere il caricamento della canna e a far giungere l'esca a qualche decina di metri dalla nostra postazione. Il movimento della zavorra in questo caso non è un handicap e anzi può risultare un vantaggio, vantaggio tanto più rilevante quanto più il piombo è leggero. Di norma non sono assolutamente necessari lanci molto lunghi. La zona da raggiungere è infatti abbastanza prossima alla riva. I punti caldi" seguono la linea di demarcazione tra la prima fascia di roccia e l'inizio del piano sabbioso. Pescando dalle estremità delle cale invece, oltre ai punti tra sabbia e scogli, potremo, se possibile, cercare di raggiungere il centro dell'insenatura. Miriamo alla fascia nella quale la corrente in uscita si smorza, oppure alla zona dove i le onde si rovesciano su se stesse. 

Esche e Calamenti 

L' possibile catturare la spigola con un'infinità di esche tuttavia nel rockfishing l'esca vincente è sempre quella viva. Qualsiasi pesciolino può fungere da richiamo, ma un bel cefaletto da circa 100/150 grammi costituisce per la nostra un'attrazione formidabile. Se si sceglie di pescare questa specie direttamente dalla nostra postazione, l'azione di pesca di questa minutaglia ha anche degli effetti positivi sull'efficacia delle nostre esche. Di solito si utilizza un brumeggio a base di sarde. Non c'è dubbio che un simile accorgimento sia efficace. Ma forse pochi sono abituati a considerare "pastura" anche la presenza di un branchetto di muggini che litigano per accaparrarsi i piccoli bocconi della pastura. La spigola, sempre pronta a sfruttare tutte le situazioni favorevoli, è irresistibilmente attratta da scene del genere. Quale migliore occasione per portare a termine uno dei suoi agguati? Vi capiterà pertanto spesso di osservare l'improvvisa fuga dei muggini radunati intorno all'esca. E' il momento in cui il predone entra in azione. In mancanza dei cefali possono funzionare molto bene anche altre specie: occhiate, piccole salpe, saraghi e anche anguille! Queste infatti, insieme al già citato muggine, rappresentano una delle prede preferite dalla spigola. Il fluoro carbon madre da impiegare in questo genere di pesca è normalmente da 0,35/0,40 millimetri di diametro, lasciando allo 0.50 millimetri il compito di intervenire nelle situazioni più difficili. Per quanto riguarda i terminali il discorso va riferito alla differenziazione tra esche vive e morte. Con il vivo, salvo sorprese, visto che il nostro avversario è la spigola, il terminale (uno solo) sarà piuttosto lungo e sarà costituito da circa 1/2 metri di fluoro carbon da 0,40 millimetri che può anche scendere anche sino allo 0,30 con mare calmo, fondali uniformi e spigole molto diffidenti. Il terminale in questione sarà generalmente ad un solo amo di misura variabile, in funzione dell'esca, dal 2/0 al 4/0 circa. 

Mare operto

 Con le esche naturali morte è possibile utilizzare anche più di un calamento, da 80 centimetri, confezionato con lenza da 0.35/0.40 millimetri. Le esche possono essere le più varie. Tuttavia sono da preferire quelle che consentono di preparare inneschi resistenti e abbastanza voluminosi: trance di calamaro, sardine, grossi bibi, granchi, paguri, murici. L'importante è che possano tentare pesci di qualsiasi taglia. L'attacco della spigola è in genere abbastanza deciso. Tuttavia conviene attendere qualche secondo (mai farsi prendere dalla fretta), lasciando filare la lenza del mulinello per poi ferrare senza esitazione.

Write on Sabato, 15 Giugno 2013 Pubblicato in Pesca dalla barca

La pesca a traina della spigola si può praticare in varie situazioni e su fondali completamente diversi, per profondità e conformazione del fondo. La situazione che sembra essere la più valida, specialmente nel periodo autunnoinverno, è sui fondali misti di rocce e sabbia o alghe e sabbia, dove le spigole si riuniscono in caccia in piccoli branchi. In questa situazione sono solite mettersi in appostamento nelle pozze o nei canaloni di sabbia e sarà lì che andremo a cercarle. La profondità ottimale alla quale è preferibile insidiarle è tra i 7 e i 15 metri, su praterie di posidonia o su scogliere sommerse. 

La ricerca del corridoio Questo sistema di pesca unisce la meticolosità della ricerca di uno o più corridoi creati tra gli scogli ad un sistema d'affondamento che negli ultimi anni è stato un po' messo in disparte per far largo a nuove tecniche. Questa pesca non è casuale, ma il frutto di anni di esperienza di Sandro lndoni, già noto al pubblico dei pescasportivi per l'esclusiva delle matassine Skeinfish, esche che consentono la cattura delle aguglie senza amo. La base di questa tecnica è impostata sulla ricerca, mediante un buon ecoscandaglio, degli scogli isolati o dei canaloni di sabbia tra la posidonia. Tale ricerca ha il duplice scopo di individuare le zone dove presumibilmente possono essere in caccia le spigole e di poter far passare le esche sempre in percorsi preprogrammati senza dover entrare ed uscire dalle cigliate servendosi dell'ecoscandaglio. In pratica si comincia a scandagliare la zona di pesca con a bordo, già pronti, dei pedagni composti da una boetta con del nylon arrotolato con al termine un piombo da 1 kg.

La lunghezza del nylon deve essere leggermen te superiore alla profondità, con un elastico già fissato pre. ventivamente alla boetta si bloccherà il nylon una volta che il piombo ha toccato il fondo. Nello scandagliare bisogna trovare gli scogli che si alzano notevolmente dal fondale, per segnalarli ed evitarli con le esche affondate, ma soprattutto bisogna individuare i canaloni e le cigliate per creare un corridoio dove far passare le esche. In questo modo le traine passeranno sempre esattamente sui punti dove ci saranno maggiori possibilità di ferrata, senza bisogno di effettuare il classico zigzag per rimanere in prossimità del ciglio, con il rischio di afferrare il fondo con le esche. 

L'affondamento 

Come accennato, il sistema d'affondamento che si è rivelato più efficace è la riscoperta di un attrezzo lasciato in disparte negli ultimi anni. Si tratta del cordino piombato multicolore, ovvero "Lead Core Trolling Line". E', in pratica, un dacron con l'anima in piombo che affonda per peso proprio, eliminando il problema delle piombature aggiunte alla lenza. Negli ultimi anni è stato letteralmente soppiantato dal monel, il quanto possiede proprietà affondanti superiori, ma nel caso della traina su fondali mediobassi è preferibile calare in acqua una quantità di lenza maggiore per raggiungere il fondo. Si ha così che con il cordino piombato le esche sono in pesca ad una distanza maggiore dalla poppa della barca rispetto al monel. Il cordino piombato viene commercializzato in libbraggi che variano dalle 27 alle 60 libbre, ma le misure più usate sono la 36 e la 45 libbre, in quanto possiedono il miglior rapporto peso/diametro. Viene venduto in bobine da 100 yarde, con possibilità di disporre di due bobine collegate. Si presenta come un qualsiasi dacron, ma cambia colore ogni 10 yarde per consentire un controllo costante sulla lenza filata in acqua. E' molto resistente all'usura e duttile nella realizzazione di nodi. 

Gli attrezzi 

Essendo una tecnica che mira alla cattura delle spigole gli attrezzi dovranno essere proporzionati ad un pesce che, pur raggiungendo dimensioni intorno ai 6-7 chili, non è un gran combattente. Per avere un equilibrio tra attrezzatura e preda è preferibile usare canne da 8o 12 libbre, in considerazione anche del fatto che attrezzi più leggeri non sarebbero in grado di sopportare il peso del cordino piombato. E' indifferente il corredo di passanti della canna, che possono essere sia ad anelli che a carrucole. I mulinelli saranno del 4/0 ( leggermente sovradimensionati) in quanto dovranno contenere le 200 }tarde di (ordino, con un riempimento sotto di nylon dello 0,40. Al cordino si lega una girella in grado di passare attraverso gli anelli della canna; per eliminare i dubbi ed evitare ricerche si può andare direttamente sulle girelle Mustad serie 77501 n 10, che sono abbastanza resistenti e passano attraverso tutti i tipi di passanti. All'altro occhiello della girella si lega il terminale lungo circa 10 braccia (17 18 mt), di un diametro variabile tra lo 0,30 e lo 0,40 a seconda della trasparenza dell'acqua. 

Le esche che si sono rivelate di maggiore efficacia in questa tecnica sono i minnow affondanti con paletta metallica, di lunghezza variabile tra i 9 e i 13 cm. Le colorazioni vanno scelte a seconda della colorazione dell'acqua, in linea di massima comunque sono sempre da preferire lo sgombro azzurro ed il testa rossa con acqua più chiara e le colorazioni più vivaci con acqua torbida. 

La tecnica 

Come accennato useremo un sistema d'affondamento che sfrutta il peso proprio della lenza per portare le esche in profondità, oltre ad avere un percorso predestinato per i passaggi delle lenze. Tale tecnica si effettua ad una velocità oscillante tra i 3 ed i 3,5 nodi; a quest'andatura il cordino piombato con al seguito un minnow affondante affonda di circa 0,80 cm ogni 10 yarde calate in mare (ricordiamo che per facilità d'uso cordino cambia colore ogni 10 yarde). Questo consente di avere le esche in pesca ad una buona distanza dalla poppa, in considerazione del fatto che, pescando a profondità non rilevanti, è importantissimo avere le esche lontane dalla turbolenza dell'elica. A questo punto ci troviamo con le esche filate in acqua che lavorano alla profondità voluta e abbiamo una serie di passaggi obbligati da fare segnalata dai pedagni. L'azione di pesca si semplifica al massimo avendo inoltre la possibilità di un punto di riferimento (dato da uno dei pedagni) nel caso di ferrata. Nel periodo autunnoinverno la maggior parte delle ferrate si verificano alle prime luci del mattino ed all'ora di pranzo, con prevalenza in quelle giornate di mare leggermente increspato. Comunque sarà buona abitudine segnare, su un diario di bordo, le condizioni e gli orari di ogni cattura, per avere sempre dei punti di riferimento oggettivi.