I segreti della pesca da terra

Ancora una volta, occupandoci dell'argomento pesca da terra, ci rendiamo conto di dover affrontare un argomento veramente vasto, che abbraccia sia tecniche di pesca di superficie come di fondo; situazioni di pesca statiche come dinamiche, con un range di attrezzature pauroso, considerando anche il forte sviluppo apportato dalle tecniche dolciacquicole ed ormai consolidate anche nella pesca in mare. Nella pesca, parlare di piccoli segreti, ci lascia un po' perplessi; a nostro avviso molti di quelli che possono essere considerati segreti non sono altro che piccoli accorgimenti che ci permettono di pescare al meglio sfruttando al massimo le nostre attrezzature, lenze, esche ecc. Questi accorgimenti possono nascere da situazioni casuali o possono essere frutto di studi e prove; molte volte derivano dall'ingegno personale, altre volte, utilizzando le altrui esperienze e adattandole alle nostre singole esigenze.

Crediamo anche che niente possa essere dato per scontato e che una situazione di pesca non sia mai uguale a quella che la segue, oche la precede. E' un mondo incredibilmente vario dove la fantasia, la creatività e l'ingegno hanno il sopravvengo sull'obsoleto. Quindi chiamiamo pure accorgimento ciò che qualcuno ama definire segreto e, statene certi, nella pesca da terra (come in tutte le tecniche del resto) ve ne sono moltissimi. Facciamo qualche esempio. La pesca con i galleggianti scorrevoli Molti non amano tale tecnica poiché spesso la lenza si ingarbuglia al galleggiante: quasi sempre ciò dipende esclusivamente da una piombatura non corretta sulla lenza. Molti infatti, lasciano che il galleggiante finisca a battuta sulla zavorra principale (di solito una torpille) ed è logico che il terminale, durante le prime fasi di discesa verso il fondo o quando è ancora in aria, tenda ad andare a sovrapporsi alla zavorra. Basterebbe in questo caso inserire sulla lenza, al di sopra della torpille, un piccolo pallino di piombo ad una distanza maggiore della lunghezza del terminale: le probabilità di ingarbugliamento diminuirebbero di parecchio. 

Le pasture

Dalle pasture pretendiamo solitamente dei miracoli: potremmo anche parzialmente accontentarci se le utilizzassimo con giudizio, mentre, spesso, le disperdiamo senza un criterio logico. Se ad esempio vogliamo che il nostro impasto, comunque esso sia composto, lavori sul fondo, dovremo unirvi del materiale inerte polverizzato, tipo polvere di marmo o sabbia finissima e questo perché oltre ad appesantire il composto, tende a disgregarlo e a spanderlo sul fondo; in questo caso inserire del pane precedentemente bagnato e sbriciolato, potrebbe provocare l'effetto contrario, portando sì la pastura sul fondo, ma lasciandola piuttosto incollata e rendendola alquanto saziante nei confronti dei pinnuti. 

Le lenze 

Volendo io dovendo) pescare in assenza di zavorra sulla lenza, ma al tempo stesso con l'esigenza di far giungere l'esca rapidamente sul fondo, avremo veramente la possibilità di sbizzarrirci. Il primo accorgimento consiste nell'utilizzare dei semplici dadi in ferro e delle zollette di zucchero: inseriremo nel foro del dado un'asola della nostra lenza: faremo quindi quattro o cinque giri intorno alla zolletta di zucchero e... il gioco è fatto. Il dado rimarrà bloccato dalla zolletta che, sciogliendosi in acqua, lo libererà lasciando la lenza totalmente priva di zavorra. Un altro metodo consiste nell'impiegare degli ami che abbiano una piombatura già posizionata sul gambo (come ad esempio quelli per il montaggio di esche siliconiche) oppure realizzati in casa mediante l'apposizione di una spiralina di piombo, sempre sul gambo.L'elenco dei trucchetti potrebbe riempire l'intera rivista e forse occorrerebbero altre pagine ancora; comunque il nostro lavoro consiste proprio nel cercare di portare a conoscenza quanti più pescatori possibile dei risultati ottenuti tramite le nostre esperienze e, sinceramente, saremmo molto dispiaciuti se questi sforzi e questa lealtà non venissero apprezzati.