Write on Giovedì, 13 Giugno 2013 Pubblicato in Pesca da terra

La pesca con canna dalla riva viene praticata dalle banchine portuali o dalle scogliere artificiali e naturali. Si tratta di una tecnica di pesca completa per via delle molteplici situazioni che il pescatore deve affrontare. Ad esempio la pesca di fondo, di superficie e a mezz'acqua. Inoltre, le prede, essendo di varie specie e dimensioni, costringono il pescatore ad una guerra su mille fronti e quindi ad un costante variare della tecnica, con l'uso di fili sottilissimi e canne super sensibili.

Il surf casting, in senso lato, è anch'esso una tecnica di pesca completa, almeno quanto la canna da riva, giacché pone il pescatore di fronte ad una enorme varietà di situazioni, legate alle prede, all'ambiente ed alle attrezzature. Infatti, dal primordiale surf casting di una volta, il solo ammesso dalla più antica e rigida scuola italiana, si è arrivati, sempre grazie ad intuizioni maturate in Sardegna, ad un tecnico e sportivo light casting, per approdare, in seguito alle più spinte esigenze agonistiche, al beach ledgering. Surf casting, light casting e beach ledgering sono quindi materia di chi pesca dalla spiaggia. E siccome in Italia la pesca dalla spiaggia si identifica nel surf, il soggetto che maggiormente interviene è appunto il surf caster. Alle canne potenti fino a 8 once si affiancano, quindi, invisibili fuscelli da 30 o 40 grammi. Ai grossi mulinelli con fili del diametro di mm 0,40, si affiancano piccolissimi "fixed spool" che contengono solo 200 metri dello 0,20.

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Così agli ami n. 7/0 si aggiungono quelli n. 12. E soprattutto, alle zavorre di 200 grammi si affiancano quelle di 20/30 grammi. Per quanto riguarda le prede il discorso si fa un po' più complesso. Infatti, ad un'analisi superficiale i più sarebbero tentati di associare le grosse prede alle attrezzature pesanti e quelle piccole alle attrezature leggere. Ma l'amo piccolo o il filo sottile non sottintendono automaticamente il ridimensionamento delle prede, tuttalpiù una marcata predisposizione a qualsiasi tipo di cattura lasciando spazio al più sportivo dei combattimenti. Sulla base delle più recenti evoluzioni tecniche che rappresentano la realtà in tutti i nostri litorali ed a cui si deve la completezza del surfcaster, sarebbe opportuno riclassificare la pesca al lancio dalla spiaggia ma per questo vi dobbiamo rimandare ad una prossima volta. Quel che ci preme per adesso è evidenziare che il surfcaster, in funzione delle diverse tecniche di pesca a lui congeniali (surf casting, light casting, beach ledgering), rappresenta un pescatore completo come quello che pratica la canna da riva.

L'attrezzatura

Le canne da beach ledgering sono le più leggere in uso nella pesca dalla spiaggia ed hanno quindi una potenza di lancio limitata, generalmente non supera i 50 grammi. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di canne telescopiche il cui ultimo elemento, quello di punta, è però ad innesto.Questa caratteristica consente di montare cimini di diversa azione, aumentando notevolmente e spesso esageratamente il range d'azione della canna. Addirittura sono disponibili cimini con potenza di lancio intorno ai 100 grammi. Una valore incredibile che sconfina su un territorio che nulla ha a che fare con il beach ledgering e che spesso interrompe bruscamente la normale azione della canna. Utilizzando al meglio i vettini idonei, due o addirittura tre elementi ad innesto in fibra di vetro piena, si può coprire con molta precisione e diverse azioni la scala che va da pochi grammi fino a 50. Ciò, naturalmente, vale anche per le canne ad innesti. Altrettanto valide sono le telescopiche tradizionali che, in barba all'osannata intercambiabilità delle vette, presentano un solo cimino, sempre telescopico, dedicato il più delle volte ad una potenza universale, sicuramente capace di soddisfare il pescatore non perfezionista. D'altra parte i cimini intercambiabili hanno il pregio di presentare gli anelli guidafilo fissi, e non scorrevoli come succede nelle normali telescopiche.

Un aspetto questo da tener presente perché il diametro delle lenze che si usano normalmente difficilmente supera i mm 0,20.  La lunghezza delle canne è compresa, normalmente, tra m 4 e m 4.50, una misura che è ormai diventata uno standard in tutte le tecniche di pesca a fondo dalla spiaggia. Il mulinello, considerati i delicati equilibri è assolutamente affidabile, conico, con avvolgimento a spire incrociate e piccolo quanto basta per gestire 200 metri dello 0,16, 0,18, max 0,20. Lo shock leader a volte non è necessario tanto leggere sono le zavorre da lanciare. Al massimo comunque si utilizza uno 0,30. I calamenti sono quasi impalpabili. Tutto, è ridotto ai minimi termini, sia fisicamente che numericamente. Girelle, perline, braccioli ed anche gli ami, fanno parte solamente di questa tecnica, appunto ultraleggera. Un particolare snodo per bracciolo, ad esempio, contrariamente a quanto avviene nel solito schema "nodo perlina girella perlina nodo" viene realizzato senza girella e addirittura con una sola perlina. Il tutto in virtù della massima leggerezza. E i grovigli? Per i braccioli è quasi sempre sufficiente la treccina, un sistema che irrigidisce la parte iniziale del bracciolo e lo rende immune dai normali attorcigliamenti dovuti alla corrente o ad un ricupero impaziente. In breve un calamento tipo long arm è realizzato in questo modo. Attacco a 20 centimetri dal piombo, direttamente sullo shock leader. Lo snodo è costituito da una perlina fermata sullo shock da due nodi semplici, ovviamente uno sopra ed uno sotto. Il bracciolo si inserisce nel foro della perlina e ad essa viene legato con un nodo tipo uni. Per ottenere l'intercambiabilità dei braccioli, anziché legarli alla perlina è sufficiente praticare una gassa sull'estremità del bracciolo, inserire la gassa nel foro della perlina ed inserire infine l'amo e poi il bracciolo attraverso la gassa che spunta dalla perlina. I piombi più grossi, l'abbiamo già sottolineato, arrivano a pesare intorno a g 50. Ma i più leggeri ne pesano appena 5. Anche nel beach ledgering la gittata riveste un ruolo fondamentale. E' evidente, quindi, che le zavorre più leggere saranno usate nella pesca a breve distanza o nel sotto riva, mentre le più pesanti, per le quali è indispensabile una forma aerodinamica, serviranno per superare i 50 metri alla ricerca dei 100. Gli ami sono in sintonia col resto dell'attrezzatura. Piccoli, fini e leggeri. Del resto l'esca che meglio si adatta a questo tipo di pesca sono i vermi, principalmente l'arenicola. Ma anche tremolina o sardina, se le prede sono i muggini. Già, i muggini. Una specie che fino a ieri volava dalla spiaggia verso il mare camuffata da esca e adesso si ritrova, di punto in bianco, dall'altra parte a fare la vittima. Pensate, il muggine, la preda che ha dato il successo e reso completa la pesca con canna dalla riva.