Lo spot giusto a surf casting

In Italia, per la pesca da terra, si possono sfruttare chilometri e chilometri di costa. I vari ambienti marini possono avere conformazione morfologica diversa: scogliere naturali, scogliere artificiali, arenili, banchine portuali, foci. Da ognuna di esse è possibile praticare tecniche diverse, da quelle a fondo a quelle di superficie, con le varianti dettate dalle necessità delle varie caratteristiche locali. Anche queste possono mutare da luogo a luogo e variare sia in funzione delle particolari abitudini alimentari dei pesci, sia per le particolari situazioni geologiche. Volendo citare degli esempi potremmo parlare dei cefali di Ravenna, che si pescano innescando la polpa della cozza (ci risulta essere praticamente l'unico posto in Italia dove ciò accade), oppure della tecnica di pesca praticata dall'alto dei terrazzamenti pugliesi e che «castiga, ovviamente, di attrezzature particolari. Da tutte queste situazioni deriva una grande diversificazione nell'impiego delle attrezzature destinate alle stesse tecniche di pesca, che comunque non deve spaventarci se siamo dotati di un minimo di spirito di adattamento.

All'interno dei moli, vi sono diverse specie che possono essere considerate classiche: le spigole, i cefali, le orate, gli sparlotti, le salpe. Tutti questi pesci sembrano gradire particolarmente le acque tranquille dell'interno dei porti, mentre altre specie preferiscono stazionare sulle punte, dove si possono trovare zone di corrente che favoriscono l'ammassarsi di specie come le occhiate, le boghe, i sugarelli, le aguglie.

Per la pesca in aree portuali sarà opportuno interessarsi presso le varie Capitanerie per poter conoscere quali sonoie zone in cui è consentita la pesca, onde non incappare nelle sanzioni pecuniarie previste per legge. Il lato rivolto verso il mare aperto amplia il numero delle specie pescabili: dai saraghi a molti altri pesciotti di fondo e a prede occasionali. Naturalmente molto dipenderà dalla conformazione dell'e< sterno dei moli (tripodi, ammasso di sassi, a parete liscia ecc.)e dai fondali. E' assai difficile, comunque, generalizzare un discorso. Per le scogliere naturali il discorso deve essere ricondotto alla stagionalità della fauna ittica presente in loco. Le stesse specie ittiche non accostano 

però nello stesso periodo e soltanto alcune saranno presenti durante tutto l'arco dell'anno; si tratterà quasi sempre di pesci di fondo e dei cefali che, in quantità maggiore o minore, saranno sempre presenti nelle acque delle scogliere naturali. Se le spiagge non sono una novità per le tecniche di pesca a fondo, possono essere considerate tali per la pesca di superficie; quella, per intenderci, praticata con il galleggiante. Sembra che i pescatori abbiano saputo sfruttare anche gli arenili per tale tecnica e dai risultati conosciuti pare che il nuovo indirizzo dia i risultati sperati con occhiate, sugarelli, mormore, saraghi, spigole ed orate. 

Surf Casting 

Il segreto della pesca, come per tanti altri aspetti della vita, è essere al posto giusto nel momento giusto. Il luogo quindi è alla base del successo, più che mai in tema di surfcasting. Perché non ci siano malintesi, una cosa deve essere chiara: per fare il surfcasting ci deve essere una spiaggia di sabbia. Questa può essere diversa da un'altra, sia per morfologia che per grandezza, ma tutte sono adatte al surf, anche se ognuna avrà le sue caratteristiche. Ad esempio le spiagge profonde che tanto attraggono i neofiti, sono certamente da scegliere se il mare è mosso ma se le onde sono poche allora è preferibile pescare in una spiaggia bassa. Nell'ambito della spiaggia ci sono poi le postazioni più favorevoli, quali centro spiaggia, estremità, punte, anse, foci e secche. 

Centro spiaggia

Si riferisce naturalmente a spiagge non troppo estese nelle quali per individuare il centro è sufficiente un colpo d'occhio, ma anche a quelle piccolissime, le cosiddette pocket beach, dove, a volte, gioco forzala postazione è obbligatoriamente centrale. Di solito risulta una scelta azzeccata, soprattutto se il vento è frontale. 

Estremità 

Questa postazione che è prossima ad uno dei due promontori che delimitano la spiaggia ha il gran vantaggio di acchiappare anche i pesci che vivono nelle rocce vicine. La scelta tra le due, destra o sinistra, dipende esclusivamente dall'angolazione delle onde. Se queste si muovono verso destra allora la postazione più fortunata sarà vicina al promontorio che delimita a destra; a sinistra, ovviamente, nell'altro caso. 

Punta 

Per punta si intende la lingua di sabbia che si insinua in mare, rompendo il profilo regolare della battigia. E' una formazione caratteristica delle spiagge di una certa lunghezza e risulta un'ottima scelta se il moto ondoso e modesto. Infatti, di solito, di fronte alla punta corrisponde un innalzamento del fondo nel quale anche le onde più piccole si rompono creando così quel minimo di turbolenza che attirai pesci. 

Ansa 

L'ansa è l'esatto contrario della punta. Il profilo della batti gia segna appunto una rientranza, in corrispondenza della quale il fondo si abbassa. 

Foce 

Per foce si intende si lo sbocco di un fiume ma più in generale di qualsiasi corso d'acqua. La pesca si effettua nelle zone circostanti, dove è certa l'influenza dell'acqua a minor salinità o, a seconda della natura del corso, a diversa temperatura. Di solito si tratta di una zona favorevole perché biologicamente varia e comunque caratteristica. In pratica funziona come un grande magnete, concentrando in uno spazio ridotto una gran quantità di pesci, operando anche una certa selezione. 

Purtroppo il gran movimento che si crea in queste zone, soprattutto col mare mosso, complica moltissimo la pesca ma, con un po' di fortuna, riusciremo a posizionarci sottovento, là dove gli elementi spingono, oltre le prede, anche materiali di ogni genere. Fortunatamente, se fosse impossibile ogni tentativo da manuale, si può ripiegare anche sull'altro lato con buone probabilità di successo. Le migliori performance di questo spot si ottengono con mare poco mosso, soprattutto alle spese delle spigole che vengono catturate in quantità anche rilevanti. Risulta comunque una scelta ragionata anche con mare calmo poiché un'altra spiaggia sicuramente non darebbe migliori chance. 

Secca 

Se in qualunque parte di una spiaggia si avesse la fortuna di individuare una secca a distanza ragionevole, cioè nello spazio di poche centinaia di metri, sarebbe opportuno cercare di lanciare le esche il più vicino possibile così da insidiare anche quei pesci che normalmente non pascolano sulla sabbia, Oltre ai saraghi, alle mormore, alle orate ecc. ecc. potremo catturare cernie, corvine, triglie ecc. ecc.