Le esche del surf casting pesante

Lesca è uno dei grandi segreti della pesca. Nel surfcasting però oltre la qualità risulta di fondamenta. le importanza anche il modo di presentarla. Tratteremo quindi delle principali esche che si usano nelle spiagge d'Italia, suggerendo anche il modo migliore di innescarle. Arenicola l'esca killer per le mormore. .11 definitiva la più usata, soprattutto in gara, nel periodo estivo e nella mezza stagione. Si tratta di un anellide che vive sotto costa, di colore rosso cupo con riflessi cangianti, molto attiranti soprattutto di notte. Si trova in vendita nei negozi di pesca ad un prezzo che oscilla tra le dieci e le tredicimila lire. Per innescarla è indispensabile il classico ago lungo circa 20 centimetri. Gli ami più adatti sono incredibilmente sottili, Con gambo lungo, anche con occhiello, nelle misure comprese tra 18 ed il 4. Cannolicchio Conosciuto anche col nome di coltello di mare, questo bivalve risulta una delle esche più generiche in assoluto. Trova buon impiego in tutte le stagioni, con qualsiasi condizione di mare e soprattutto alle spese di tutte le prede. La consistenza della carne è buona, soprattutto quando è fresco ma se occorre lanciarlo a tutta birra è meglio assicurarlo all'amo (n. 6 1) con il filo elastico. Viene venduto in gruppi di 10 12 pezzi tenuti insieme da un elastico, al prezzo

Americano

Verme sanguigno e vitale non teme la violenza del lancio. Di notte pesca saraghi e orate. Di giorno, col mare mosso, soprattutto nel tardo pomeriggio invernale e primaverile, spigole di tutte le grandezze. Sempre in primavera e ancora nel tardo pomeriggio, sembra piuttosto gradito alle oratelle che sistematicamente invadono i nostri litorali. Tra gli anel lidi non è certo il verme di punta però ha il vantaggio di essere vitale in tutte le situazioni. L'innesco, da effettuare sempre col solito ago, prevede che testa e coda rimangano liberi di muoversi e di attirare i pesci.

Bibi

E' un verme, un po' particolare, ma sempre di verme si tratta. Grossolanamente cilindrico, rivestito di una cuticola quadrettata di colore bruno chiaro, risulta anche parecchio voluminoso se cresciuto, pieno di liquido. Non è un anellide. L'innesco è molto delicato poiché si rischia di perdere il prezioso contenuto al quale si attribuisce lo straordinario potere catturante. Se dotati di buona manualità può essere trattato come un normale verme e passato all'ago prima di essere trasferito sull'amo. Questo si deve prestare all'innesco e quindi deve avere una curva piuttosto ampia e regolare come ad esempio quella degli Aberdeen. Risulta molto catturante, per saraghi, orate. La trancetta di bibi è invece speciale per le mormore. In quest'ultimo caso, l'amo viene ricoperto di una o più fettucce di tessuto ricavate da animali di non grosse dimensioni. Chiaramente, l'esca diventa più delicata ed aggredibile anche da granchi ed altri animali minori.

Calamaro

Il calamaro così come la seppia è un'esca polivalente. Può essere utilizzata intera o a trance, per i predatori o i grufolatori, rispettivamente. L'importante è metterla in acqua col mare mosso durante il periodo classico del surf, da settembre a maggio e naturalmente di notte. In questo periodo, infatti, la luminescenza caratteristica degli esemplari freschi, non congelati, rappresenta l'arma vincente, soprattutto in primavera, alle spese dei saraghi. Essendo in tutti i casi una carne piuttosto consistente non necessità di legature o inneschi particolari.

Oloturia

Tra tutte le esche questa, pur essendo eccezionale per durata resistenza e potere catturante, è certamente la meno utilizzata. Non è un animale di interesse commerciale e quindi la reperibilità è scarsa. Il sistema di approvvigionamento attuale è diretto, cioè bisogna buttarsi in acqua e pescarle personalmente. La parte utilizzata come esca è la membrana che riveste internamente le viscere. Si stacca dal corpo grattandola con un cucchiaio o qualcosa di simile, quando l'oloturia è ancora viva. Ottima per l'orata ed il sarago. Ha il grande pregio di non essere attaccata dai pescetti e di non perdere le sue qualità dopo il congelamento.