Bolentino Ancorati

Dei due sistemi di pesca dalla barca: a scarroccio e ancorati, questo mese parleremo del secondo, che ha come caratteristica principale la conoscenza perfetta del luogo di pesca, ovvero del tratto di mare e relativo fondale scelto per l'operazione. Partendo dal presupposto di aver ancorato la nostra barca nel modo corretto, dovremo prima di brumeggiare, prendere nota di diversi fattori, primi fra tutti la direzione e la forza della corrente. Nella maggior parte dei casi la corrente spinge sempre nella direzione del vento, per cui, mettendo il caso della barca ancorata di prua, una sarda gettata in mare andrà quasi sempre verso la poppa (situazione ottimale di pesca). Altre volte, in minoranza per fortuna, la corrente va dalla parte opposta per cui, con la barca ancorata sempre di prua (con vento che vince la corrente), una sarda gettata in mare, )er forza della cori.ente, va verso prua (situazione non ottimale per la pesca).
In questo secondo caso la pesca diventa complicata e pescare verso la poppa, quando la pastura viene trasportata verso prua, non offre vantaggi sostanziali, per cui è meglio sospendere la pasturazione. Per fortuna il primo caso è quello che di solito prevale e quindi la pastura, trasportata dalla corrente, finirà esattamente dove le nostre esche sono in pesca. Chiarito questo concetto fondamentale della pesca dalla barca, vediamo quali sono i classici sistemi di pasturazione e i vari prodotti che si trovano in commercio per aiutarci in tale operazioné". Come tutti sappiamo il miglior modo per attirare i pesci dalla barca è quello di usare la semplice sarda spezzettata o macinata a seconda del tipo di pesci che intendiamo catturare. Il miglior modo di brumeggiare è senza dubbio quello cosiddetto "ancorato", e cioè con la pastura fissata ad una caluma sulla bitta della prua o della poppa della nostra imbarcazione.

La pastura a rete

In commercio esistono moltissimi tipi di pastura a rete racchiusi e non nel comune secchiello in plastica. La ditta Antiche Pasture di Pistoia commercia secchielli di sarda sfusa in quantità desiderata con scelta fra 3/5/10/25 e su richiesta anche di 50e 100 chilogrammi di prodotto. Si tratta di due lavorazioni differenti dello stesso prodotto, la prima è la sarda macinata fine privata della testa e delle interiora; la seconda la sarda tritata più grossa. In entrambi i casi c'è l'aggiunta dell'olio di sarda che, oltre a mantenere l'esca, attira il pesce in modo superlativo. La ditta Spagna di Pesaro produce, oltre ad altri prodotti, i famos• "prosciutti", cioè pacchetti di circa 8 chilogrammi di sarda macinata fine racchiusi in una rete di plastica e quindi congelati. Il vantaggio di questi ultimi è quello di poter offrire al pesce un prodotto non conservato che si scongela lentamente una volta immerso in acqua. La pastura a rete può essere usata in diverse maniere. La più efficace è quella di calare il prodotto con una cordicella ed un piombo di peso idoneo ad affondare il sacco alla profondità voluta. Per la pesca di superficie basterà affondare la nostra pastura di qualche metro mentre per quella di fondo dovremo stabilizzare il sacco ad almeno duetre metri dal fondo del mare. Vi ricordo che la pastura non dovrà mai toccare il fondale, ma rimanere sempre sospesa in modo che, con il movimento della barca, possa uscire dalla rete. Molti pescatori usano un grosso piombo sul fondo, e sulla caluma stessa dove è fissata detta zavorra effettuano dei nodi più o meno grossi che serviranno come fermi. Successivamente legano la pastura con dei moschettoni (anche questi più o meno grossi) che si fermeranno, una volta fatti scendere sulla caluma, all'altezza voluta.

I pasturatori

Fino a qualche anno fa, chi voleva un pasturatore da barca che potesse garantire una certa qualità e facilità d'uso, doveva per forza di cose costruirselo da solo. Oggi la ditta Dsa di Genova produce un tipo di pasturatore che racchiude tutti i pregi che un pescatore possa chiedere a un attrezzo simile. Attualmente è in commercio un oggetto che trita da sé le sarde inserite. Tutto costruito in acciaio inox questo pasturatore contiene circa 3 chilogrammi di sarde intere ed ha doppia funzionalità. Può lavorare sia a mezzofondo che a fondo, a seconda della posizione delle lame e della piombatura interna. Inserite le sarde nel pasturatore e legato lo stesso ad una corda, viene calato alla profondità desiderata. Con il movimento della barca e lo speciale funzionamentc del marchingegno, le lame battendo sulle sarde, le spezzettano lentamente facendo fuoriuscire dalle rete (in acciaio inox), solo dei minuscoli pezzetti che attirano il pesce.

Pasturatore a sgancio

Non molto conosciuto, o meglio non molto pubblicizzato, è anche il pasturatore a sgancio, che serve perlopiù a distribuire pezzi di sarda più o meno grossi sul fondo. Si tratta di un cilindro in acciaio inox con due coperchi fissati soltanto da due cerniere. Nel tappo inferiore, dalla parte opposta della cerniera, è posizionata una cordicella; il tappo superiore, invece, presenta (sempre dalla parte opposta della cerniera) una forcella nella quale viene incastrata la cordicella che proviene dal basso. Entrambi i coperchi sono provvisti di fori per permettere l'entrata dell'acqua e quindi affondare fino alla profondità voluta. Il pasturatore in questione viene riempito di sarda tagliata a pezzi e quindi, per mezzo di una caluma legata alla cordicella fissata al pasturatore, calato sul fondo; uno strappo permetterà al nostro oggetto di aprirsi e rovesciare le sarde. Come sempre accade nella pesca, anche per la pasturazione esistono degli accorgimenti che consentono di completare la nostra azionèed anche di far "lavorare" la stessa in casi particolari. Vediamoli insieme.

Mare calmo e completa assenza di corrente

Come abbiamo visto, con il mare calmo, ad esempio, il pasturatore della Dsa non funziona; per questo motivo basterà una volta ogni tanto dare degli strattoni alla cordicella quale è legato per far si che la sarda si triti e si disperda nel giusto modo. Lo stesso si può verificare con il sacco di sarda; in più la completa assenza di corrente farà uscire ancora più lentamente la nostra pastura. Nel casi di utilizzo dei sacchi, conviene tagliare innanzitutto qualche maglia della rete ed in più, conviene usare anche della pastura sfusa da gettare con un mestolo nella quantità desiderata.

Mare molto mosso e forte corrente

In queste situazioni la pasturaesce in qualsiasi modo dal suo contenitore, ma spesso non si deposita alla distanza voluta dalla barca. Con il pasturatore fisso non avremo particolari problemi, in quanto questo verrà sistemato in prossimità del fondo, e la pastura che uscirà in base all'oscillazione della barca andrà direttamente sul fondo. Ricordate anche che il pasturatore sistemato a prua in caso di mare mosso avrà maggiore sollecitazione. In caso di forte corrente la pastura in sacco uscirà in un battibaleno e quindi conviene sempre rivestire la rete originaria con una ulteriore molto fitta (tipo quella della confezione degli agrumi che si trova nei supermercati