I segreti del Bolentino

Nella pesca a bolentino, di segreti per catturare una quantità maggiore di pesci ne esistono ben pochi possiamo però seguire dei piccoli accorgimenti, che in Un certo senso possono aiutarci nello svolgimento della nostra tecnica. Nella preparazione dell'attrezzatura dobbiamo innanzitutto inserire una perlina sulla lenza madre prima di legare la girella con moschettone che servirà per il collegamento della madre con il terminale. Detta perlina, ha soltanto lo scopo di fine corsa della girella evitando che questa, una volta effettuato il recupero della lenza dal fondo possa, per diversi motivi, incastrarsi nell'apicale della vetta, creando problemi di rottura della vetta stessa. I piccoli accorgimenti tecnici riguardano soprattutto la preparazione dei finali.
Ci aiutano in questa operazione i gariali che, come sempre, sono alla costante ricerca di innovazioni tecniche le quali si trasformano, per i profani, in vei e propri segreti. terminali, come ben sapdiamo, dovranno essere ostruiti in base al luogo e soprattutto al tipo di preda che intenderemo insidiare. Alla base della preparazione dei finali c'è l'esigenza di evitare gli in frbugliamenti, dovuti al Correnti, alla profondità di pesca e alla discesa e alla risalita del terminale dal fondo.

Per questi motivi si è cercato di creare dei terminali pressoché perfetti, Ostruendoli con particolari accorgimenti in modo da rendere nullo ogni qualsiasi attorcigliamen10. Si è iniziato quindi ad adottare il sistema della girella a barilotto di dimensioni micro fermata tra due nodi e due perline, sistema molto efficace, ma che a giudizio di molti a causa dell'aggiunta dellegirelle appesantiva molto la lenza. La mente del garista si è messa subito in moto e sul mercato sono uscite a ruota due novità che hanno rivoluzionato il sistema di costruzione dei terminali. Per prima la Clessidra di Giorgio Lazzini, la famosa Clapsy, molto più leggera della girella che consente una completa rotazione del bracciolo intorno alla madre.

La seconda é la Tecnosfera, distribuita dalla Tecnofish che altro non è che una piccola pallina di plastica (in varie misure) con doppia foratura, una per la madre, e l'altra per il bracciolo. Con questo sistema la rotazione è completa evitando qualsiasi torsione. L'ultima novità del mercato è stata presentata dalla ditta Stonfo di Firenze. Una piccola sfera in lega con un gancetto, (il tutto di tre dimensioni di cui una micro) permettono la completa rotazione del bracciolo e la sostituzione veloce dello stesso per mezzo di un comodo gancetto. Ultimo argomento di discussione, non per importanza, ma perché solitamente è quello che viene messo per ultimo nella lenza, è il piombo. Anche qui i garisti hanno lavorato alacremente fino a creare dei piombi antingarbuglio, tutto si ottiene mettendo una girella con moschettone al piombo per una completa rotazione e quindi riducendo al massimo i momenti torcenti. Per questo motivo, il sottoscritto, ha creato con la ditta BIst di Brescia una serie completa di zavorre da bolentino che offrono tutti quei requisiti richiesti: rotazione, forma e colore. Infatti oltre alla rota• zione, la forma del piombo è molto importante. Un piombo dovrà essere in tutti i casi di forma il più possibile aerodinamica per creare il minimo attrito sia in discesa che in risalita dal fondo. Infine, da non sottovalutare li colore: molto spesso infatti un piombo colorato può attirare un pesce verso le esche aumentando le possibilità di cattura. Bisogna comunque tener sempre presente che molto spesso è importante usare terminali extrasottili specialmente in quei luoghi dove il pesce è particolarmente restio ad abboccare. Importante anche l'utilizzo di esche il più possibile fresche e quando occorrono, secondo i tipi di pesca, vive. L'innesco dovrà essere sempre curato al massimo senza mai scordarci di alternare sempre i tipi di esche in nostro possesso. Il pesce può infatti in quel momento preferire un'esca ad un'altra.