Un mulo da traino

Già dai primi tournament americani intorno al 1939 gli anglers di allora avevano intuito l'estrema importanza insita nello sviluppo tecnologico dei mulinelli ai fini della cattura di una preda di una certa mole. Oggi che la pesca sportiva è incentrata sul lighttackle a pesci di grande dimensioni, al mulinello si chiedono prestazioni sempre più adeguate a tale impegno. Ho deciso perciò di veder nascere una di queste macchine del desiderio, per noi angler. Alcuni anni fà infatti, andai a visitare in Florida la più antica fabbrica di mulinelli americani notando la grande maestria di chi ci lavorava e l'arte di questi maestri nell'adoperare i torni semiautomatici. Negli ultimi anni ho notato che i mulinelli da big game dell'ultima generazione hanno ormai perso i connotati artigianali, per guadagnare doti di alta tecnologia co l'impiego di materiali molto particolari e sofisticati. Ho voluto perciò ripetere l'esperienza americana, visitando una fabbrica italiana di mulinelli ad alta tecnologia che costruisce dei modelli che hanno incontrato molto il favore del pescatore nostrano. Sinceramente mi aspettavo di trovare una fabbrichetta artigianale con una serie di torni sporchi di grasso nero e con una decina di operai che vi lavoravano attorno. Con grande stupore ho trovato invece una fabbrica modernissima, con tante macchine comandante da un controllo alfa numerico computerizzato, che trasformavano in pochissimo tempo, con l'ausilio anche di robot, un cubo di alluminio in precise parti di mulinello.

Inoltre la fabbrica aveva un grande laboratorio per testare la qualità dei materiali con sofisticatissime macchine ad alta tecnologia, che testano ogni singolo componente del mulinello per verificare eventuali difetti o anomalie nelle torniture. Infine, ho visitato il reparto progettazione, dove con l'ausiliodel computer si possono riprodurre le tipiche sollecitazioni e lo stress sui gruppi frizione durante un combattimento simulato con qualsiasi tipo di pesce. Si può così studiare preventivamente il consumo dei dischi della frizione e la temperatura che il mulinello raggiunge durante il combattimento in modo tale da poter determinare poi le compensazioni che l'angler dovrà e potrà apportare manualmente alla frizione. Mi è difficile pensare quindi, che il pescatore d'altura del 2000 potrà avere grossi problemi con queste macchine, con una tecnologia applicata cosi avveniristica. Per quanto riguarda i gruppi frizione, tutti i costruttori di mulinelli si sono orientati nell'impiego di dischi in carbonio sia perché risultano effettivamente il meglio tra i materiali impiegabili, sia perché quelli in fibra di amianto possono essere dannosi alla salute e risultano, in pratica, meno progressivi nell'utilizzo meccanico.

C'è un aspetto dei mulinelli che non viene trattato dal costruttore e riguarda la parte dell'anodizzazione, cioè del colore esterno che assume con un trattamento chimico il mulinello, e che lo preserverà dall'usura e dalla salsedine, oltre a dare un aspetto estetico gradevole, sempre importante per la vendita. Internamente i meccanismi del mulinello girano su cuscinetti a rulli i quali rivestono una grande importanza sulla qualità totale del mulinello stesso, sia come numero utilizzato (più cuscinetti ha un mulinello nel suo interno, più alta è la sua qualità), sia per le doti intrinseche degli stessi. I cuscinetti sono quasi sempre a rulli, con la prerogativa di esser stagni alle polveri, ma non all'acqua ed alla salsedine; da ciò se ne deduce che una puntuale e puntigliosa manutezione risulta indispensabile per un utilizzo duratura ed in piena sicurezza. Per il futuro le ditte si stanno orientando sull'introduzione standard delle doppie velocità su tutti i libbraggi e sulla introduzione della doppia frizione.

La seconda velocità

La seconda velocità è la possibilità di avere un recupero sempre ottimale in qualsiasi tipo di combattimento, e quindi stà diventando sempre più una vera e propria esigenza per ogni angler. In questo campo si stanno apportando sistemi di cambio di velocità che permettono all'angler di non staccare mai la mano dalla manovella per non perdere l'attimo in cui al pesce si possono recuperare metri o centimetri preziosi.

 

Il big game nel regolare la frizione, ne fanno un particolare molto apprezzabile a tutti i livelli. Inoltre noto che i pescatori sono sempre più convinti che è più conveniente comprare un mulinello di buona qualità che altri in versioni economiche che spesso hanno una durata nel tempo brevissima, con pessime performance. Un particolare che tende a scomparire nei mulinelli, sono i tiranti di testa che certamente non sono indispensabili (a mio parere), anche se in alcuni libbraggi potenti potevano servire a serrare il mulinello sulla canna. Come ultima cosa un consiglio che tutti i costruttori di mulinelli sono soliti dare agli utenti: non affogare i mulinelli al ritorno dalle battute di pesca con acqua dolce e possibilmente tenerli costantemente protetti durante gli spostamenti, sia in mare che a terra, con appositi contenitori per non far prendere a questi costosi attrezzi inutili colpi, graffi o abrasioni che nuociono non poco alla sua durata.