La pesca a drifting

I sistemi di pesca in drifting sono abitualmente di due tipi: in deriva e all'ancora, con possibilità di sgancio rapido della barca in fase di allamata. Questi si adattano poi alle varie aree di mare; infatti, chi per ragioni di fondale pesca sulle secche deve per forza ancorarsi e chi vuole sfruttare le correnti si posiziona in punti ritenuti strategici. Personalmente non amo molto la pesca da ancorati, poiché l'ancora della barca rimane pur sempre un inghippo al momento dell'allamata; preferisco pescare sulla spinta del vento o della corrente. Nella fase di scarroccio la barca si intraversa rispetto al mare, sfruttando così un lato del natante, ed è sempre problematica la sistemazione delle lenze. L'ideale di questa pesca sarebbe avere la barca di poppa rispetto al senso del moto ondoso o alla corrente. 

Alla ricerca dell'ancora giusta I vantaggi sono sicuramente tangibili, in quanto si ha una diminuzione del rullio della barca, la possibilità di usare tutti i portacanne così che i fili trovano la giusta direzione di uscita dai top delle canne, e la possibilità di reazione immediata dell'imbarcazione nel caso che il pesce, nella ferrata, venga sottobarca. Per raggiungere questo scopo è facile supporre di dover utilizzare ancore galleggianti. Nella ricerca di questo prodotto nautico ho provato ancore di colori sgargianti, sul rosso e sull'arancione, con sistemi di apertura con cerchi di plastica o con due righelli di legno a croce. Questo tipo di ancora mal si addice all'esigenza di riporlo velocemente in caso di strike o di essere facilmente alloggiabile su piccole imbarcazioni. Anche i colori, a mio giudizio, possono infastidire i pesci quando si avvicinano alla barca.

Nel mio girovagare su varie imbarcazioni ho avuto la fortuna di vedere come gli angler personalizzino modo di pescare. Ho visto così in furizione due ancore galleggianti molto ampie e di colore scuro che trattenevano sui due angoli della poppa una barca di 30 piedi perfettamente, con un sostenuto vento di scirocco e un mare alquanto formato. Le ancore non avevano punti rigidi, pertanto si riponevano in appositi sacchetti in pochissimo tempo e si recuperavano senza sforzo alcuno. Inoltre nell'ammortizzare le percussioni delle onde sulla poppa della barca creavano grandi vortici di acqua che potrebbero anche risultare attrattivi per il tonno. 

Come giostrarsi tra le ancore La barca, in questa posizione, rende la pesca molto agevole anche con 4 o 5 canne, con l'ausilio dei portacanne inseriti sulla seggiola da combattimento fissata al centro del pozzetto. Non risulta particolarmente difficile anche calare le canne, in quanto le due ancore tendono a stare piuttosto a galla e, non avendo nessun punto rigido, non lesionano il filo. Al fattore più importante, l'impatto con il pesce, hanno risposto egregiamente; tre tonni di circa 120150 kg, che hanno compiuto evoluzioni anche a pochi centimetri dalle ancore. Mi faceva notare lo skipper che in questa fase si sarebbe anche potuto togliere le ancore, ma c'era il rischio di intraversare la barca e comunque ai tre pesci sicuramente non davano noia.

Andando nella descrizione tecnica, queste ancore sono di colore blu notte o verde scuro, di grandezza 1,40x1,00x30 con almeno tre manici che convergono in un cerchio d'acciaio dove si an. noda la cima che va alla barca e attraverso questo scorre una cimetta che si fissa al fondo del sacco: tirando questa cimetta l'ancora si chiude immediatamente con agilità. Per evitare di usare parti rigide, l'ancora ha fissati sul bordo della barca due sacchetti contenenti piccole sfere di piombo e dalla parte opposta due sacchetti contenenti del poliuretano espanso. Cosi l'ancora non tende a girare e quindi a chiudersi. Devo riconoscere che questo particolare modo di pescare è realmente funzionale e pratico. Ancora una volta dalle esperienze personali di alcuni skipper sono nate idee veramente valide.