La spigola caratteristiche

La spigola è una preda di tutto rispetto, che, al suo massimo accrescimento, raggiunge il metro di lunghezza per 12/13 chilogrammi di peso. L'aspetto grintoso, è degno di un predatore che l'evoluzione ha reso una "macchina" perfetta. Quando è giovane e di taglia ridotta, può sviluppare abitudini gregarie. Gli esemplari più grandi però conducono generalmente una vita solitaria ed errabonda. La spigola è un pesce che si può catturare tutto l'anno ma in particolare d'inverno, specialmente nei mesi di dicembre e gennaio. Durante questi mesi le grandi spigole sono in piena attività. Nessun problema per loro, ma noi se vorremo incontrarle dovremo attrezzarci per affrontare parecchi disagi: il freddo, la pioggia, le mareggiate. Disagi spesso ripagati da entusiasmanti catture di esemplari che possono di frequente superare il peso di 5 chilogrammi. Quando e dove caccia La spigola è insuperabile nello sfruttare le forti correnti sottomarine, nel rendersi praticamente invisibile in mezzo alle onde, alla schiuma e ai corpi in sospensione.

I momenti migliori per insidiarla coincidono con una bella mareggiata in avanzata fase di scaduta, con i bruschi abbassamenti di pressione atmosferica, con i cambi di marea specie nella fase montante e al culmine dell'alta. Anche con il mare calmo tuttavia, la spigola non cessa la sua perenne azione di caccia. E possibile ottenere buoni risultati anche in situazioni di bonaccia, ma in questo caso il serranide diventa molto più diffidente e attento a qualunque situazione anomala. Le possibilità di pesca coprono più o meno tutta la giornata, ma aumentano durante le ore a cavallo dell'alba e del tramonto. Anche la notte però l'attività di caccia si intensifica, facendo della spigola uno dei predatori notturni per eccellenza. 

Spigole di notte

Si può pescare a rockfishing di notte? La risposta è senz'altro si, soprattutto se si parla di spigole. Anche in questo caso le opportunità più favorevoli prevedono la presenza di un certo moto ondoso. La presenza di pesci è infatti favorita dall'azione delle onde che strappano e tra sportano in mare i tari ti organismi che vivo no abbarbicati alle pa reti di roccia. Dunque. durante una scaduta di mare, le nostre possi bilità di cattura saran no decisamente più alte. La pesca della spigola, specie dall'habitat quanto mai eterogeneo, consente di mettere in evidenza un vantaggio della pesca notturna. Come abbiamo già accennato, riserveremo le nostre attenzioni alle punte rocciose più slanciate, ma non sarà indispensabile disporre di fondali abissali. Le spigole amano cacciare anche in poche spanne d'acqua e il buio non fa che favorire questa loro propensione. Punti di pesca ideali dunque sono le zone costiere dove costoni e piccole calette dal fondo misto, si succedono senza soluzione di continuità. Raccomando però di scegliere una zona che consenta buone possibilità di movimento. 

La spigola di giorno

Durante il giorno buone potenzialità dimostrano le estremità di piccole cale dal fondo sabbioso, che interrompono lunghi tratti di costa rettilinea, anche se piuttosto ripida. Dagli apici di questi fiordi, la situazione è di solito favorevole. Il gioco delle correnti trasporta all'ingresso di queste bocche grosse quantità di sabbia insieme a detriti e piccoli organismi. Si tratta quindi di un punto di concentrazione per tutti i pesci della zona che vi si recano alla ricerca di cibo. Si trovano interi branchi di muggini e salpe, occhiate, saraghi, orate e, pronte a piombare su qualche piccolo pesce distratto, le spigole. La tecnica di pesca prevede attrezzature leggere e sensibili, ma che all'occorrenza sappiano sfoderare la grinta necessaria a far fronte a situazioni più difficili. Una canna che insomma consenta di passare con disinvoltura dai saraghi alle spigolone più grosse. Poiché i rischi di afferrature ed abrasioni sono ridotti, il fluoro carbon da impiegare può essere relativamente sottile. Tuttavia è da considerare che spesso occorrerà salpare al volo la preda, pertanto il monofilo deve consentire anche questa rischiosa manovra. Anche la piombatura non deve essere troppo pesante, giusto il necessario a permettere il caricamento della canna e a far giungere l'esca a qualche decina di metri dalla nostra postazione. Il movimento della zavorra in questo caso non è un handicap e anzi può risultare un vantaggio, vantaggio tanto più rilevante quanto più il piombo è leggero. Di norma non sono assolutamente necessari lanci molto lunghi. La zona da raggiungere è infatti abbastanza prossima alla riva. I punti caldi" seguono la linea di demarcazione tra la prima fascia di roccia e l'inizio del piano sabbioso. Pescando dalle estremità delle cale invece, oltre ai punti tra sabbia e scogli, potremo, se possibile, cercare di raggiungere il centro dell'insenatura. Miriamo alla fascia nella quale la corrente in uscita si smorza, oppure alla zona dove i le onde si rovesciano su se stesse. 

Esche e Calamenti 

L' possibile catturare la spigola con un'infinità di esche tuttavia nel rockfishing l'esca vincente è sempre quella viva. Qualsiasi pesciolino può fungere da richiamo, ma un bel cefaletto da circa 100/150 grammi costituisce per la nostra un'attrazione formidabile. Se si sceglie di pescare questa specie direttamente dalla nostra postazione, l'azione di pesca di questa minutaglia ha anche degli effetti positivi sull'efficacia delle nostre esche. Di solito si utilizza un brumeggio a base di sarde. Non c'è dubbio che un simile accorgimento sia efficace. Ma forse pochi sono abituati a considerare "pastura" anche la presenza di un branchetto di muggini che litigano per accaparrarsi i piccoli bocconi della pastura. La spigola, sempre pronta a sfruttare tutte le situazioni favorevoli, è irresistibilmente attratta da scene del genere. Quale migliore occasione per portare a termine uno dei suoi agguati? Vi capiterà pertanto spesso di osservare l'improvvisa fuga dei muggini radunati intorno all'esca. E' il momento in cui il predone entra in azione. In mancanza dei cefali possono funzionare molto bene anche altre specie: occhiate, piccole salpe, saraghi e anche anguille! Queste infatti, insieme al già citato muggine, rappresentano una delle prede preferite dalla spigola. Il fluoro carbon madre da impiegare in questo genere di pesca è normalmente da 0,35/0,40 millimetri di diametro, lasciando allo 0.50 millimetri il compito di intervenire nelle situazioni più difficili. Per quanto riguarda i terminali il discorso va riferito alla differenziazione tra esche vive e morte. Con il vivo, salvo sorprese, visto che il nostro avversario è la spigola, il terminale (uno solo) sarà piuttosto lungo e sarà costituito da circa 1/2 metri di fluoro carbon da 0,40 millimetri che può anche scendere anche sino allo 0,30 con mare calmo, fondali uniformi e spigole molto diffidenti. Il terminale in questione sarà generalmente ad un solo amo di misura variabile, in funzione dell'esca, dal 2/0 al 4/0 circa. 

Mare operto

 Con le esche naturali morte è possibile utilizzare anche più di un calamento, da 80 centimetri, confezionato con lenza da 0.35/0.40 millimetri. Le esche possono essere le più varie. Tuttavia sono da preferire quelle che consentono di preparare inneschi resistenti e abbastanza voluminosi: trance di calamaro, sardine, grossi bibi, granchi, paguri, murici. L'importante è che possano tentare pesci di qualsiasi taglia. L'attacco della spigola è in genere abbastanza deciso. Tuttavia conviene attendere qualche secondo (mai farsi prendere dalla fretta), lasciando filare la lenza del mulinello per poi ferrare senza esitazione.